Varese, Liberato Guardabascio, l’operaio della Fvb non ce l’ha fatta. È emergenza per le morti sul lavoro

Il dipendente della fonderia di Brunello, rimasto ferito da una valvola, se ne è andato dopo essere rimasto ricoverato da venerdì al Niguarda di Milano. La Fiom Cgil evidenzia il problema dei dati troppo elevati sulle morti bianche in provincia

07 Luglio 2014
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Un’altra morte sul lavoro. E si riapre quindi il problema della prevenzione.

Non ce l’ha fatta il lavoratore dell’FVB Group di Brunello che venerdì è stato colpito violentemente dalla valvola di una bombola a pressione usata per la verniciatura.
Liberato Guardabascio, 55 anni, era un dipendente della fonderia FVB Group di Brunello. Dopo l’incidente di venerdì mattina, Guardabascio era stato soccorso e ricoverato urgentemente all’ospedale Niguarda di Milano, ma le sue condizioni apparivano molto critiche fin da subito.
“Le indagini sull’applicazione delle norme di sicurezza – spiegano in un comunicato i responsabili della Fiom Cgil – ci diranno se l’azienda ha eseguito o meno tutte le verifiche e gli interventi necessari sull’attrezzatura usata dal lavoratore, in ogni caso fin da subito abbiamo espresso il nostro impegno per conoscere le cause dell’incidente, individuare responsabilità e compiere le necessarie azioni anche legali per impedire il ripetersi di tali gravi eventi.
Appena possibile, sentiti gli enti a tutela della sicurezza e quanti si stanno occupando dell’indagine, esprimeremo adeguate valutazioni in merito“.

A Varese e provincia, nel 2013 il dato generale sugli infortuni mortali sul lavoro parla di ben cinque casi e in questa prima parte del 2014 già quattro lavoratori hanno perso la vita lavorando. Uno di questi pochi giorni fa, in una azienda metalmeccanica, la fonderia S. Gregorio di Samarate.
Negli ultimi anni i dati ufficiali parlano complessivamente di 11mila infortuni denunciati di cui 1.400 con prognosi superiori ai 40 giorni. “Visti i dati, ci appare evidente che in questi anni di crisi la ricerca costante della diminuzione dei costi da parte delle imprese, a volte fa venir meno gli investimenti necessari per il più basilare rispetto per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La Fiom di Varese è impegnata costantemente in tutte le zone sul fronte sicurezza anche con il dipartimento della Cgil, è attiva con gli Rsu e le Rls in numerose aziende.
È normale che ancora nel 2014, nella civilissima Varese, per applicare adeguate ed efficaci misure si debba sempre ingaggiare una lotta in molte aziende?
O che per scrivere qualcosa di importante e impegnativo su un giornale, ottenere qualche secondo al telegiornale, per una presa di posizione delle istituzioni, debba accadere una strage
Siamo partiti recentemente da queste semplici domande per fare il punto sullo stato delle cose, e quali azioni mettere in campo per sostenere al meglio gli Rls anche dove le Rsu non sono presenti. Più formazione specifica, più collegamenti con gli enti preposti e azioni legali, questi i tre filoni di aggiornamenti necessari che caratterizzeranno a breve il nostro programma di lavoro su salute e sicurezza, nei luoghi di lavoro”.

Quindi un appello ad una maggiore vigilanza.
“Mentre ci uniamo al dolore della famiglia di Liberato Guardabascio, cui vanno le
nostre più sentite condoglianze,  invitiamo tutti i lavoratori, tutti i rappresentanti alla sicurezza, a vigilare scrupolosamente sull’efficacia dei sistemi di sicurezza e a far rigorosamente osservare le normative esistenti, non esitando a contattare i delegati e i funzionari Fiom Cgil”.

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