Varese, in un libro la prevenzione del dissesto idrogeologico

La pubblicazione, scaricabile anche dal sito del Comune, nasce con lo scopo di informare i cittadini sugli interventi realizzati

27 marzo 2015
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Il libro è stato realizzato dallUnità Specialistica Difesa del Suolo, Polizia Idraulica e Geologia, con il geologo Paolo Pozzi e il contributo dei ragazzi del Servizio Civile Nazionale.

Il lavoro – «Il lavoro svolto – spiega il geologo – è stato innanzitutto conoscitivo nei primi anni e cioè di comprensione dei problemi idrogeologici del territorio e delle sue dinamiche idrauliche; mentre a partire dall’anno 2008 è diventato di carattere operativo, attuando opere di difesa del suolo e idrauliche che riportassero il territorio ad un rischio accettabile. L’impegno non deve venir meno, in quanto è necessario mantenere funzionali le opere realizzate e crearne ulteriori di nuovo assetto idraulico nei comparti più critici, ad esempio le vasche di laminazione del Torrente Vellone e del Fiume Olona o la risoluzione del nodo idraulico di Capolago. Lo scopo prevalente delle attività dell’Unità Specialistica sarà sempre l’osservazione continua delle dinamiche fluviali e geologiche per la prevenzione del dissesto».

Difesa del territorioL’assessore alla Tutela Ambientale Riccardo Santinon si dice pienamente soddisfatto di quanto l’amministrazione comunale ha fatto per la difesa del territorio e la mitigazione del rischio idrografico, a partire dalle deleghe riconosciute dalla Regione Lombardia nella gestione del reticolo idrografico minore (anno 2002). «Raccolgo in questo mio percorso di amministratore il lavoro dei miei predecessori, Alessio Nicoletti, Luigi Federiconi e Stefano Clerici di cui è giusto ricordarne i meriti ed i lavori svolti. Sarà mio compito quello di impegnarmi nel continuo monitoraggio e nella realizzazione di nuove opere, che permettano di ridurre i rischi legati all’assetto geomorfologico e alle dinamiche fluviali»

La prevenzione – Il sindaco Attilio Fontana sottolinea l’importanza della prevenzione: «I vari interventi sul territorio per la messa in sicurezza di fiumi e torrenti, con un’analisi attenta dei rischi, rappresentano un tassello importantissimo nella prevenzione del dissesto idrogeologico. I cittadini magari non avranno sotto gli occhi opere faraoniche o di impatto, ma si tratta di lavori fondamentali che nel tempo rendono “sicura” la nostra Varese. Si può capire la portata dei lavori ed apprezzarne i risultati. I tecnici hanno lavorato da Capolago alla Schiranna, dalla Rasa alla via Per Lozza, dalla Roggia Poscalla al Vellone. Tutte le progettazioni – e lo voglio sottolineare con orgoglio – sono interne all’amministrazione comunale, segno della grande professionalità e del rigore presenti nel nostro ente».

Il libro – Il libro si apre con un breve inquadramento geologico e geomorfologico di Varese, nel quale con un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori viene illustrata la morfologia del territorio. A seguire, si trova una serie di schede con lo scopo di illustrare i comparti a rischio, indicando al contempo sia le opere fatte sia quelle che dovranno essere realizzate (manutenzione ordinaria e straordinaria). I comparti analizzati sono i seguenti:

 

–          Piana alluvionale di Capolago

–          Roggia Nuova

–          Fosso Mongo

–          Fosso del Gualtino

–          Conoidi della Schiranna e di Calcinate del Pesce

–          Via Per Lozza

–          Fiume Olona

–          Torrente Vellone

–          Roggia Poscalla

 

Nelle conclusioni, gli autori sottolineano come il lavoro svolto sia tuttavia solamente una “prima sintesi” e non vada perciò considerato come un’opera esaustiva e definitiva. Sarà necessario aggiornarlo negli anni a seguire, magari anche con la collaborazione di altri enti pubblici e di tutta la cittadinanza: uno sforzo che vale sicuramente la pena di compiere, visto che una maggiore conoscenza del territorio si traduce in una maggiore sicurezza dello stesso, e quindi di chi ci abita.

 

 

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