Varese, Clerici (Forza Italia): “La protesta contro il taglio dei cipressi è stata strumentalizzata”

L'assessore al Verde pubblico attacca la politicizzazione della 'battaglia' per la difesa degli alberi, ma esprime stima nei confronti di Forzinetti. E spiega i prossimi passi per decidere il futuro dei calocedri

20 settembre 2014
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Un tavolo tecnico per decidere il destino dei sedici cipressi. Purchè sia a “costo zero per le casse pubbliche”.

Questa la presa di posizione dell’assessore al Verde pubblico Stefano Clerici, al centro delle contestazioni a seguito del caso nato attorno al progetto di taglio dei calocedri della California, che è diventato la “scintilla” dalla quale è nata una manifestazione di protesta contro l’amministrazione comunale.

“La decisione emersa è quella di rimandare il taglio – spiega Clerici – per avere più tempo a disposizione per rianalizzare la questione, grazie ad un tavolo tecnico con esperti super partes, che l’amministrazione sta già individuando. E per coinvolgere i cittadini”.
Un nuovo percorso decisionale, dunque, che tuttavia non elimina il fatto che l’ipotesi di taglio degli alberi rimane. Se arriverà il via libera dai nuovi esperti.
“I nuovi tecnici si sommeranno agli ottimi funzionari comunali, alla Soprintendenza ai Beni storici e architettonici e al Corpo Forestale dello Stato, che hanno già espresso il loro parere autorevole e importanti. I tecnici saranno circa una decina, e sviscereranno il problema sotto l’aspetto fisiologico e architettonico. Perché siamo in un parco storico, e non si può esulare dall’aspetto architettonico. Per intenderci: ogni intervento all’interno dei Giardini Estensi è sottoposto all’autorizzazione della Soprintendenza”.

Passando ora dal caso dei cipressi alla questione politica, appare chiaro come la protesta nata per difendere gli alberi sia stata solo l’inizio di un movimento di cittadini, alcuni legati a partiti politici altri no, che puntano ad attaccare l’amministrazione comunale su diversi fronti.

Clerici, a causa anche della sovraesposizione mediatica dovuta alle sue dichiarazioni “politicamente scorrette” su Facebook, è diventato il “simbolo” di questa giunta. O meglio, il “nemico” da attaccare. Una domanda che abbiamo rivolto allo stesso assessore.

“Ho un vizio – risponde – che è quello di dire quello che penso. E andare dritto fino in fondo, senza farmi intimorire da chi cerca, con proteste o altri metodi, di remare contro i diversi progetti per invidia, o per altri interessi.
Francamente, non mi faccio intimorire da chi minaccia o usa forme di protesta che con la democrazia rappresentativa c’entrano poco. È curioso che i protagonisti di queste proteste siano certi personaggi, che alla democrazia rappresentativa hanno creduto fino al giorno delle elezioni, e poi inscenano iniziative di questo tipo. In consiglio comunale sono rappresentati tutti i cittadini. Se la politica fosse “sorda” come la dipingono, allora i primi a doversi preoccupare dovrebbero essere gli esponenti dell’opposizione, che evidentemente non riescono a rappresentare la loro parte di elettorato”.
Il rischio molto forte è che in un momento storico come questo, dove a farla da padrona è il perbenismo, è che si finisca per rimanere tutti nel binario del pensiero unico, “vittime” di una minoranza rumorosa”.

Quindi, una critica agli esponenti di movimenti e comitati che “non si sono presentati alla seduta della commissione Ambiente, dove si è discusso il progetto, e dove a nessuno è mai stata negata la parola. Nessuno poi ha mai chiesto di incontrarmi. E io, come tutti i miei colleghi di giunta, ricevo sempre i cittadini che chiedono di parlare o discutere problemi. Lo stesso sindaco ogni giorno riceve i cittadini che chiedono un appuntamento. Capisco che, per qualcuno, sia meglio una protesta mediatica”.

Clerici, infine, sottolinea come le sua critiche non siano rivolte a Michele Forzinetti: “Con Michele abbiamo stabilito un rapporto più che civile, da parte mia c’è stima e rispetto nei suoi confronti. La sua è una protesta nata in maniera sana, ma ha rischiato fortemente di essere strumentalizzata politicamente. Come di fatto è successo in parte, anche se lo stesso Michele ha cercato di difendere la sua indipendenza intellettuale”.

Una critica quindi a chi ha cercato di “strumentalizzarlo”.

E se c’è chi lotta per le proprie idee, giocandosi la faccia, purtroppo, quando c’è la possibilità di apparire, sono in molti coloro che corrono per avere un pezzetto di visibilità, pensando già alle prossime elezioni.

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