Varese “capitale” del Nippon Kempo

Il maestro Dario Martin con la palestra Carpe Diem di Castronno è il punto di riferimento del Nippon Kempo Kyokai italiano nel mondo. E nel 2016 puntano ai mondiali in Giappone

16 dicembre 2015
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La provincia di Varese “sforna” campioni di Nippon Kempo. L’arte marziale giapponese si sta, infatti, diffondendo sempre di più a livello mondiale.

E molte sono le palestre italiane che la praticano. Ma è la palestra Carpe Diem del maestro Dario Martin, a Castronno, l’unica realtà che ufficialmente rappresenta l’Italia nella Federazione mondiale Kyokai. La quale riunisce, oltre all’Italia, Messico, Giappone, Francia, Spagna e Venezuela. Mentre Brasile, Cile e Nepal stanno per aderirvi.

Il Nippon Kempo nasce dal maestro Sawayama negli anni Trenta a Osaka. Deriva dall’antichissimo Kempo, arte marziale cinese, ma viene adattato allo stile giapponese. Il Nippon Kempo è stato creato per offrire un’arte da combattimento completa. Il karate era troppo duro, il judo del resto era solo per difesa. L’idea è stata quella di unire i due fattori, includendo le protezioni, che sono fondamentali per chi pratica questa disciplina, dalla maschera ai guantoni.

Da Osaka il Nippon Kempo fu portato negli anni successivi dal maestro Ryonosuke Mori a Tokyo. Presto venne adottata come tecnica di combattimento dalla Polizia.

Il Nippon Kempo ha diversi stili, a Varese viene seguito quello Kyokai.

E apprendere l’arte marziale dal maestro Martin è un raro privilegio, perché è stato in assoluto non solo il primo italiano, ma addirittura il primo non giapponese a partecipare ai mondiali della Federazione giapponese di Nippon Kempo ad Osaka, nel 1988. Oltre ad essere l’unico Italiano ad aver vinto le selezioni nazionali e di aver partecipato a 4 campionati Mondiali in Giappone.

Martin

Martin ha iniziato ad apprendere il Nippon Kempo a 16 anni. Oggi, da maestro, trasmette l’arte ai suoi allievi con ottimi risultati. All’ultimo campionato internazionale Kyokai, che si è svolto in Francia in autunno, sul podio più alto della categoria Mudansha (cinture colorate) si è piazzato proprio un suo allievo, il varesino Roberto Della Valle. Mentre la categoria cintura nera ha visto la vittoria di un giapponese.

Ogni anno, in alternanza tra Europa e America, si svolgono i campionati, che consistono in una convention di sei giorni di allenamenti, aggiornamenti e gare.

“Lo stile che noi pratichiamo è legato al maestro Mori – spiega Martin – una persona molto legata al bushido e allo shintoismo, e quindi al rispetto e alla lealtà. Il suo stile è una ricerca che va oltre il combattimento, una ricerca di fatto spirituale”.

L’obiettivo della Carpe Diem adesso è arrivare a partecipare ai mondiali di Tokyo nel  novembre 2016. Nel frattempo, nei primi mesi dell’anno prossimo, ci sarà un altro campionato internazionale in America.

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