Tossine nel Lago di Varese: continua il divieto di balneazione

Asl e Cnr hanno effettuato una serie di rilevazione nel corso di questo mese. Se il livello di microtossine è inferiore alla soglia d'allarme, gli enti sanitari ricordano ai cittadini di non bagnarsi e non entrare assolutamente in contatto con l'acqua

23 settembre 2014
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Lagovarese

Le tossine presenti nelle acque del Lago di Varese sono in quantità inferiore alla soglia d’allarme. Tuttavia, a scopo precauzionale, continua ad essere attivo il divieto di balneazione.

Questo il risultato dell’indagina condotta dall’Asl e dal Cnr – Istituto Idrobiologico di Pallanza in riferimento alla “proliferazione di alghe recentemente occorsa sul Lago di Varese intendono fornire ai cittadini, in maniera condivisa, le seguenti informazioni tecnico-scientifiche, utili a definire la situazione accertata sotto il profilo igienico-sanitario”.

L’indagine evidenzia come “i Cianobatteri (organismi fotosintetici, volgarmente chiamati “alghe verdi-azzurre”) sono una normale componente dei bacini lacustri. Si riscontrano normalmente in corpi idrici superficiali, talvolta, quando le condizioni climatiche e chimico fisiche diventano favorevoli, possono raggiungere concentrazioni elevate causando caratteristiche “fioriture”. Lo sviluppo sempre più abbondante di fioriture di Cianobatteri può diventare un problema serio, poiché molte specie sono in grado di produrre come metaboliti secondari una grande varietà di cianotossine. La tossicità quindi delle fioriture di Cianobatteri è dovuta alla presenza di diverse tossine, la cui percentuale relativa e distribuzione spaziale può subire notevoli variazioni”.

E quindi entra nello specifico: “Le tossine prodotte dai Cianobatteri, a seconda delle concentrazioni e delle vie di esposizione, possono produrre effetti differenti sulla salute umana (dermatite, irritazione oculare e delle vie aeree, fenomeni gastroenterici, quali nausea, vomito e diarrea, difficoltà respiratorie, cefalea, febbre, ecc.); in particolare, il rischio può essere correlato ad esposizione per contatto diretto, inalazione di materiale aerosolizzato (specie in soggetti allergici), ingestione involontaria di acqua contaminata.
In questi bacini dove è presente un rischio di fioriture da Cianobatteri, come il lago di Varese e gli altri corpi idrici varesini (Maggiore, Ceresio, Ghirla, Monate e Comabbio) viene quindi eseguita dall’ASL una costante sorveglianza e una valutazione del rischio per la salute umana:

  • ispezione visiva sistematica delle acque
  • prelievo di campioni per analisi microbiologiche al fine di individuare inquinamenti di origine fecale
  • prelievo di campioni per analisi al microscopio per una determinazione quali e quantitativa delle specie presenti di Cianobatteri
  • prelievo di campioni per dosaggio delle tossine

Al monitoraggio visivo ed analitico, si aggiunge un  proficuo e costante confronto con altri Enti territoriali per una conoscenza complessiva del fenomeno e per una corretta gestione dello stesso.
Per quanto riguarda specificamente il Lago di Varese, nel corso degli accertamenti condotti durante il mese di Settembre, è stata rilevata la presenza di “fioriture” algali variamente diffuse lungo tutto il tratto rivierasco del bacino, accompagnate in alcuni tratti dalla presenza di schiume. Le specie di Cianobatteri presenti sono risultate essere prevalentemente apparteneti al genere Lyngbya; in minor numero sono state riscontrate Aphanizomenon flos-aquae, Microcystis aeruginosa, Microcystis flos-aquae, Microcystis wesenbergii, Woronichina naegeliana, Dolichospermum planctonicum. Da evidenziare il fatto che, a differenza di altre fioriture avvenute negli anni passati, in questo caso era presente anche molto materiale organico (fango e macroalghe in decomposizione).
L’analisi per il dosaggio delle tossine ha evidenziato valori di microcistina e saxitossina ben inferiori ai limiti previsti dalla normativa in materia di balneazione D.Lgs 116/2008 e quindi di pericolosità per l’uomo.
Le indagini analitiche di natura microbiologica non hanno evidenziato superamento dei limiti ne per E. Coli ne per Enterobatteri Intestinali.
Quindi, nonostante gli accertamenti sino ad ora condotti non indichino un pericolo per la salute umana, visto la persistenza del fenomeno e le possibili variazioni delle fioriture algali in tempi rapidi, si ritiene opportuno avvertire a scopo precauzionale tutti i fruitori del lago:

  • di rispettare il divieto di balneazione che insiste su tutto lo specchio lacustre
  • di evitare contatti diretti e prolungati con l’acqua del lago in zone con “fioriture” algali visivamente accertabili, specie se accompagnate da schiume

L’ASL continua ad assicurare una attenta sorveglianza del fenomeno in ambito sanitario, in stretto raccordo con le Autorità territoriali competenti”.

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