Saronno, sull’ordine pubblico il Pd chiede “linea dura, ma con buon senso”

Dopo l’approvazione del nuovo regolamento di Polizia Urbana, il Pd, in una nota, sottolinea la necessità di maggiori controlli. Salvaguardando la libertà dei cittadini

08 Giugno 2014
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Saronno

Basta bivacchi per strada o nei giardini. A Saronno il Pd sceglie la “linea dura” contro i problemi di ordine pubblico. E lo fa appoggiando il pieno il nuovo regolamento di Polizia Urbana varato dalla giunta Porro e approvato dal consiglio comunale (leggi qui).

Chiedendo ora che la Polizia Locale intensifichi i controlli, utilizzando rigore ma buon senso.

“Bere una birra stando seduti su una panchina pubblica oppure camminando per strada non può certo essere considerato come un atto dannoso o pericoloso per la comunità – spiega in una nota il Pd saronnese – ma trascorrere ore ed ore a bere birra, vino o altri alcolici, da soli o in gruppo, per poi lasciare i rifiuti a terra, e magari importunare i passanti o anche orinare su una siepe o contro un muro, sono invece comportamenti che non possono essere accettati o tollerati perché fortemente negativi per il decoro della città, e potenzialmente pericolosi“.

E quindi: “Il nuovo Regolamento di Polizia Urbana, recentemente approvato dal consiglio comunale sanziona questi comportamenti, a cui abbiamo assistito ormai troppe volte nelle nostre strade e nei nostri giardini pubblici, e fornisce alla Polizia Locale gli strumenti per intervenire e sanzionarli”.

Una “decisione non facile”, ammettono, ma necessaria.

“I consiglieri comunali sono stati posti di fronte al dilemma se salvaguardare sempre e comunque la libertà delle persone, anche quella di bere alcolici dove pare e piace, oppure perseguire comportamenti scorretti e lesivi dei diritti altrui, anche a costo di sacrificare un frammento della libertà personale di ciascuno.
Il consiglio comunale ha scelto, a larghissima maggioranza, la seconda opzione, nella consapevolezza che vivere in una comunità  richiede il rispetto delle regole di convivenza civile, anche quelle non scritte, e implica talvolta anche la rinuncia ad una parte della propria libertà personale”.

E fanno alcuni esempi.
“Il Regolamento prevede anche il divieto di circolare per la città in costume da bagno. A ben vedere, anche questa norma costituisce una limitazione della libertà personale. Eppure a nessuno viene in mente di contestarla, nessuno si scandalizza per questo o grida al liberticidio, perché è una norma ampiamente accettata dalla stragrande maggioranza dei cittadini.
Ci auguriamo che anche le limitazioni al consumo di alcolici possano essere considerate nella giusta prospettiva, ossia come misure adottate esclusivamente a tutela degli interessi e dei diritti di tutti.
Ora si tratta di rendere effettiva e operativa la norma appena approvata.
È perciò necessario che la Polizia Locale controlli i luoghi sensibili indicati nel Regolamento, e applichi il nuovo regolamento con rigore, ma anche con buon senso.
Bisogna però essere consapevoli del fatto che regolamenti, controlli e sanzioni, da soli non bastano a garantire il mantenimento del decoro e delle condizioni di vivibilità della città. Un contributo decisivo lo devono dare i cittadini, comportandosi secondo i principi della buona educazione, del rispetto degli altri e dell’ambiente che li circonda.
Se così sarà, tutta la collettività ne trarrà giovamento”.

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