“Salame e carni rosse fanno male? Lo dicono le nazioni che producono più armi”

L'imprenditore alimentare Marco Colombo contesta le dichiarazioni dell'Oms e spiega come sia trasparente il processo produttivo

28 ottobre 2015
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“L’Onu dove le 5 nazioni con la maggior produzione di armi sono presenti con diritto permanente di voto dice che il “mio” salame uccide. Vorrei invitarli a controllare i nostri disciplinari di produzione, no piombo, no uranio, no odio, solo tanto amore senza nitriti, glutine, polvere di latte o addensanti, ma tradizione tramandata da generazioni a Km. “0” con materia prima made in Italy di assoluta qualità”.

Questo il messaggio che il celebre imprenditore Marco Colombo, presidente Aime Agroalimentare, ha scritto su Facebook, per rispondere alla presa di posizione dell’Oms, che fa capo all’Onu, diffusa in questi giorni sulla presunta “nocività” delle carni rosse e lavorate.

“In un mondo dove le multinazionali la fanno da padrone anche nella comunicazione – prosegue Colombo in un secondo post – leggere le etichette ingredienti di alcuni alimenti è importantissimo, quanto essere informati correttamente. Alcune referenze proposte ai nostri ragazzi e non, hanno una lista di conservanti lunga come una “Bibbia” ma è meglio demonizzare quei prodotti tradizionali e non controllati a livello di commercio globale come i salami. E se vi dicessi che analisi confutabili, danno come risultato che alcune fette di salame sano e nostrano, creato con nuove regole salutistiche esprimono lo stesso apporto di lattobacilli, che si trovano negli yogurt, così detti salva vita, sotto forma di proto bacilli, cosa mi direste? Un buon prodotto nostrano consumato con moderazione equilibra il nostro regime alimentare”.

E quindi allega una foto di salami, specificando: “La muffa bianca che vedete sui salami è una sorta di “penicillina” che certifica la salubrità degli stessi tramite l’avvenuta stagionatura”.

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