Purple Drank, le influenze della cultura Hip Hop statunitense in mostra a Milano

Rita Urso artopiagallery ospita fino al 22 settembre le opere di cinque artisti che indagano i linguaggi e le estetiche della Black Culture

18 luglio 2017
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La mostra estiva della galleria milanese indaga le varie sfaccettature di quella sottocultura underground, che iniziò a svilupparsi negli Stati Uniti a partire dagli anni ’70 per poi diffondersi capillarmente fino in Europa.

La collettiva Purple Drank si snoda sui due piani della galleria. In mostra gli specchi “fotografici” di Goldschmied & Chiari che richiamano l’atmosfera fumogena di alcuni sobborghi metropolitani, ritraggono nubi colorate cangianti realizzate con fumogeni, opere in cui ci si può ritrovarsi specchiandosi; la tela di Cosimo Casoni, un dipinto in cui parte dei segni sono realizzati con l’ausilio di uno skateboard, le cui ruote sono state usate come grandi matitoni, per realizzare segni circolari veloci e spezzati per ancorare l’idea di pittura ad un vissuto libero e processuale; il gruppo Dead Meat, invece, con t-shirt e grandi foulard istoriati indaga il ruolo identitario e quasi mitico svolto dalle grandi firme della moda; infine, l’opera di Davide Allieri (che è anche l’ideatore dell’allestimento della mostra) – collocata su un muro realizzato per l’occasione, lasciato in corso d’opera – richiama il tema dell’immigrazione i cui stereotipi sono stati al centro della performance The Voices Of Solo, realizzata dall’artista nel giorno dell’inaugurazione della mostra.

Al piano superiore, oltre alle opere dei già citati Cosimo Casoni e Dead Meat, spiccano i disegni su formato A4 di Jean-Baptiste Maitre coloratissimi e strutturati, realizzati con una tecnica complicata e intrecciata in un secondo momento con il fotogramma cinematografico.

Il tutto sotto un cappello ideativo che ci dice che “imitare una cultura non è comprenderla”.

Valentina Petter

Immagine: Purple Drank, 2017 – mostra presso la Galleria RITA URSO, Milano –dal sito www.artopiagallery.net

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