Prodotti tipici del territorio: da folklore a volano economico

Questo il tema del convegno ospitato ieri sera al De Filippi con l'amministrazione comunale, Aime e docenti universitari

30 ottobre 2015
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Si è svolto con grande partecipazione di pubblico e di media il convegno: “Prodotto tipico del territorio: da folklore a volano economico”, ospitato presso il De Filippi di Varese, giovedì 29.
Dopo i saluti introduttivi, il Prof. Giovanni Baggio, Preside dell’Istituto De Filippi, ha spiegato: “Da trent’anni la nostra scuola affronta, anche a livello didattico e formativo, i temi dei prodotti a km 0, della stagionalità, dell’importanza della qualità dell’alimentazione. Ma anche i temi dello spreco, dell’inquinamento, degli impatti sociali sul mondo dell’occupazione. Personalmente, nutro un auspicio: che si possa arrivare presto ad un accordo articolato tra mondo della formazione e dell’imprenditoria; una sorta di vero “patto formativo” che metta al centro le competenze specifiche dell’individuo e il buon rapporto tra terra e prodotti locali”.
Un augurio per il buon proseguimento del convegno è giunto al pubblico presente anche dal Sindaco Avvocato Attilio Fontana, da Daniele Marantelli e da Monsignor Franco Agnesi.
Ha poi preso la parola il Prof. Gioacchino Garofoli dell’Insubria che ha spiegato: “Oggi il rilancio dell’imprenditoria agroalimentare è affidata ad una ricca gamma di figure professionali, ad un vero mix di competenze altamente scolarizzate e specializzate, e spesso è legata alla riscoperta artistica e culturale. Ciò vuol dire che il prodotto locale può essere considerato come vero agglutinante dello sviluppo territoriale solo quando è in grado di garantire: l’up-grading della qualità, la crescita di un sistema turistico integrato, un rapporto di fiducia con il consumatore e la salvaguardia del paesaggio”.
Fabio Binelli, Vice Presidente Delegato Latte Varese, ha poi posto l’accento sulle criticità attuali del sistema agricolo nostrano, evidenziando come: “L’ambito meno fragile della produzione locale, in grado di garantire un buon reddito lordo aziendale, è quello zootecnico. Oggi la nostra agricoltura non gode di buona salute e questo anche perchè, purtroppo, i costi di produzione sono altissimi e spesso quasi insostenibili in un panorama globalizzato. A questo si aggiunge una bassa – e talvolta inefficace – difesa dei produttori anche in termini normativi”. Binelli ha poi posto al pubblico alcuni cruciali interrogativi: “Esistono veri prodotti tipici locali in grado di comunicarsi efficacemente e con caratteristiche distintive sul mercato nazionale?”
Queste domande aperte e numerosi altri spunti di riflessione sono stati accolti da Marco Colombo, Presidente AIME Agroalimentare e da Gianni Lucchina, Segretario Generale AIME che ha ribatito il carattere intersettoriale dell’Associazione, richiamando l’attenzione del pubblico sulla necessità di coinvolgere i giovani imprenditori, di accrescere il numero di consorzi e associazioni di produttori, tenendo conto delle buone potenzialità del mercato, soprattutto in relazione al capoluogo lombardo.
“Desidero che questo momento di confronto e di dialogo trovi un suo approfondimento futuro e una prosecuzione anche in termini operativi e concreti. Per questo ringrazio il Preside Baggio e l’Istituto che ci ha ospitati”, ha commentato in chiusura Lucchina.

Si è svolto con grande partecipazione di pubblico e di media il convegno: “Prodotto tipico del territorio: da folklore a volano economico”, ospitato presso il De Filippi di Varese, giovedì 29.
Dopo i saluti introduttivi, il Prof. Giovanni Baggio, Preside dell’Istituto De Filippi, ha spiegato: “Da trent’anni la nostra scuola affronta, anche a livello didattico e formativo, i temi dei prodotti a km 0, della stagionalità, dell’importanza della qualità dell’alimentazione. Ma anche i temi dello spreco, dell’inquinamento, degli impatti sociali sul mondo dell’occupazione. Personalmente, nutro un auspicio: che si possa arrivare presto ad un accordo articolato tra mondo della formazione e dell’imprenditoria; una sorta di vero “patto formativo” che metta al centro le competenze specifiche dell’individuo e il buon rapporto tra terra e prodotti locali”.
Un augurio per il buon proseguimento del convegno è giunto al pubblico presente anche dal Sindaco Avvocato Attilio Fontana, da Daniele Marantelli e da Monsignor Franco Agnesi.
Ha poi preso la parola il Prof. Gioacchino Garofoli dell’Insubria che ha spiegato: “Oggi il rilancio dell’imprenditoria agroalimentare è affidata ad una ricca gamma di figure professionali, ad un vero mix di competenze altamente scolarizzate e specializzate, e spesso è legata alla riscoperta artistica e culturale. Ciò vuol dire che il prodotto locale può essere considerato come vero agglutinante dello sviluppo territoriale solo quando è in grado di garantire: l’up-grading della qualità, la crescita di un sistema turistico integrato, un rapporto di fiducia con il consumatore e la salvaguardia del paesaggio”.
Fabio Binelli, Vice Presidente Delegato Latte Varese, ha poi posto l’accento sulle criticità attuali del sistema agricolo nostrano, evidenziando come: “L’ambito meno fragile della produzione locale, in grado di garantire un buon reddito lordo aziendale, è quello zootecnico. Oggi la nostra agricoltura non gode di buona salute e questo anche perchè, purtroppo, i costi di produzione sono altissimi e spesso quasi insostenibili in un panorama globalizzato. A questo si aggiunge una bassa – e talvolta inefficace – difesa dei produttori anche in termini normativi”. Binelli ha poi posto al pubblico alcuni cruciali interrogativi: “Esistono veri prodotti tipici locali in grado di comunicarsi efficacemente e con caratteristiche distintive sul mercato nazionale?”
Queste domande aperte e numerosi altri spunti di riflessione sono stati accolti da Marco Colombo, Presidente AIME Agroalimentare e da Gianni Lucchina, Segretario Generale AIME che ha ribatito il carattere intersettoriale dell’Associazione, richiamando l’attenzione del pubblico sulla necessità di coinvolgere i giovani imprenditori, di accrescere il numero di consorzi e associazioni di produttori, tenendo conto delle buone potenzialità del mercato, soprattutto in relazione al capoluogo lombardo.
“Desidero che questo momento di confronto e di dialogo trovi un suo approfondimento futuro e una prosecuzione anche in termini operativi e concreti. Per questo ringrazio il Preside Baggio e l’Istituto che ci ha ospitati”, ha commentato in chiusura Lucchina.

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