PD Varese contro il gazebo leghista di piazza Podestà

La lettera di Luca Paris e Luca Conte in riposta all’attacco del commissario leghista Andrea Gambini

16 maggio 2018
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“Il commissario bustocco paracadutato in piazza Podestà per dare ordini ai leghisti varesini, nel caparbio tentativo di apparire eroica vittima di un Partito democratico antidemocratico e perfido, proprio non riesce ad evitare il ridicolo, dimostrando ripetutamente la sua scarsa conoscenza della realtà varesina e, in generale, di come funziona una pubblica amministrazione.” 

Così esordiscono, in una nota congiunta, il segretario Pd Luca Paris ed il capogruppo Luca Conte. 

“Anche a Varese, infatti, – proseguono i due esponenti democratici – per allestire un gazebo in città occorre presentare una banalissima domanda, come accade in tutti i comuni italiani e seguendo la medesima procedura in uso ai tempi del Sindaco Attilio Fontana. Tale complicatissimo, incomprensibile ed insostenibile iter sfugge evidentemente al commissario Gambini, al quale invece, senza aver presentato alcunché e guidato dal solo obiettivo di guadagnare un titolo di giornale, viene ben più facile accusare gratuitamente il Comune di Varese ed i suoi dipendenti di mancare ai loro doveri con l’obiettivo deliberato di impedire la democratica espressione delle proprie idee ad un partito politico.” 

“Se proprio vuole essere protagonista della scena politica – aggiunge Paris – si occupi di più della sua città, Busto Arsizio, governata dal suo partito, dove pochi giorni fa il bilancio consuntivo è stato approvato a tempo quasi scaduto e grazie ad un solo voto arrivato da un consigliere comunale dell’opposizione.”

“In attesa che dalla lontana Busto giunga fino a Varese la prossima bugia quotidiana cui il commissario ci ha abituati – conclude Conte – ci tengo ad esprimere il mio sdegno nei confronti di chi dimostra di avere una visione a dir poco pericolosa della pubblica amministrazione, succube di questo o di quel partito. Per fortuna a Palazzo Estense oggi così non è, se lo è stato in passato o è auspicio che lo sia in futuro sarà Gambini a spiegarcelo.”

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