Longhin (Lega Nord): “La Provincia di Varese è allo sfascio”

Duro attacco del consigliere leghista all'amministrazione Vincenzi

26 febbraio 2016
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Provinciavoto

Una provincia allo sfascio, con gravi conseguenze sul territorio, questi gli effetti della sciagurata riforma che, prima di abolire le province, le ha allontanate dal popolo.
Le manifestazioni di protesta, tra le ultime ricordiamo le dimissioni in massa del CDA dell’Agenzia Formativa, le proteste degli studenti del Newton, le vertenze dei sindacati a tutela dei dipendenti provinciali, l’approvazione del bilancio con solo il 42% dei sindaci, sono l’evidente sintomo del forte disagio che si prova nei confronti dell’amministrazione Vincenzi. Un disagio che, in tempi normali, avrebbe generato effetti politici e mancate rielezioni, ma che di fronte a un ente di secondo livello rischiano di cadere miseramente nel vuoto, visto lo scollamento istituzionalizzato tra Villa Recalcati e il territorio.
Molte le responsabilità di questa amministrazione che gioca a nascondere con mezze verità la metà bugiarda, facendo percepire che così deve essere anche quando tutto invece può cambiare, creando un distacco netto tra amministrazione provinciale ed amministratori comunali, l’esatto opposto di quanto la legge Delrio preveda. Scelte compiute con meno leggerezza? Il letterale “esproprio” senza bando della gestione dell’Eremo di Santa Caterina, passato dai ragazzi dell’Agenzia Formativa ad una Onlus che annovera tra i dirigenti il consigliere di maggioranza Marco Magrini; la successiva nomina, dopo le dimissioni in massa del CDA della stessa Agenzia, di una ex dirigente provinciale, pensionata al 31 dicembre e presidente del CdA a febbraio, pubblicizzando il costo zero ma nascondendo il reale compenso dato dal ritiro della causa in corso tra la Provincia e la stessa dirigente; la nomina a Direttore Generale del già segretario provinciale, secondo la maggioranza con compenso di 1 euro ma in realtà, dopo la convenzione con il comune di Cantello, dove Vincenzi è sindaco, con un aumento di 23.000 euro e meno ore a disposizione per la Provincia; la distruzione del corpo della polizia provinciale, con 35 agenti di comprovata professionalità messi in mobilità e non occupati per viabilità ed ambiente e a dicembre Vincenzi dichiarò solo 5 esuberi; i 93 lavoratori, che da mesi chiedono un incontro chiarificatore e messi in mobilità sul portale del governo, dopo Milano la provincia di Varese ha il numero maggiore di esuberi; la svendita degli immobili provinciali, comprese le caserme di carabinieri e vigili del fuoco, giustificata da un piano di riequilibrio, non di rientro perché da nulla bisogna rientrare, ma che in realtà serve a coprire i continui tagli del governo Renzi; nessuna presa di posizione verso quei revisori dei conti che hanno “scoperto” un buco di bilancio dopo che per anni hanno approvato gli stessi bilanci e che anzi sono premiati certificando il piano di riequilibrio che dovrebbe rimediare ai loro errori. E si potrebbe continuare con alcune palesi priorità dei servizi dati ai comuni dove i consiglieri di maggioranza risiedono o con le diatribe in consiglio provinciale tra i consiglieri della propria maggioranza legati al NCD e SEL.
Tutte queste considerazioni portano a pensare ad una vera e propria “sfiducia” data a questa amministrazione da parte di cittadini, amministratori e collaboratori. Una sfiducia che Vincenzi non percepisce o finge di non percepire ma che noi non mancheremo di far notare dal prossimo consiglio provinciale, dato che i molti inviti ad un confronto con il presidente Vincenzi non vengono mai raccolti.

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