Libri “gender”: a Varese un’interrogazione di Cosentino per ritirarli dalla scuole

Il Consigliere comunale di Forza Italia, coordinatore dell'associazione di destra Orizzonte Ideale, ha presentato un documento per il ritiro dei volumi che parlano di famiglie non tradizionali

13 ottobre 2015
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Foto 4 libro gender

“Via il libri gender dalle scuole comunali”. A Varese è stata depositata oggi un’interrogazione per togliere dagli istituti i volumi che parlano di famiglie non tradizionali. 

Il Consigliere del Comune di Varese Giacomo Cosentino (coordinatore dell’associazione Orizzonte Ideale) ha presentato un’interrogazione per la verifica della presenza ed il ritiro dei libri gender nelle scuole varesine: “nella nostra Varese non ci devono essere queste oscenità, dobbiamo tutelare la libertà dei bambini e rispettare la famiglia naturale.”

Cosentino ha depositato un’interrogazione con la quale chiede la verifica della presenza nelle scuole comunali varesine di libri “sull’ identità di genere e famiglie non tradizionali” ed il conseguente immediato ritiro.

Dichiara Cosentino: “in Italia si stanno diffondendo libri – ad esempio editi dalla casa editrice “Lo Stampatello” – rivolti ai bambini nei quali, attraverso racconti illustrati, si vuole diffondere la cosiddetta teoria “gender”: tale teoria consiste in una serie di pensieri e ragionamenti volti a convincere i più piccoli che esiste una “identità di genere” slegata dal sesso biologico, costringendo bambini in età di scuola materna o elementare a scoprire in chiave sessuale il loro corpo e creando in loro confusione riguardo i generi maschile e femminile, l’orientamento sessuale, la corporeità e la sessualità. Partendo da queste tematiche tali libri si spingono anche ad illustrare famiglie omosessuali che, non potendo per natura avere figli, comprano letteralmente ovuli e spermatozoi per potersi permettere un bambino da poter crescere, senza curarsi del diritto che è negato a quel bambino di poter avere un padre ed una madre.” Prosegue Cosentino “questi testi creano confusione e disorientamento in una fascia assolutamente debole e alla mercè degli adulti, quale è quella dei bambini, costringendoli a rapportarsi con argomenti che sono sempre stati trattati all’interno della sfera familiare quale luogo principale e primario di crescita ed educazione dei minori in quanto nucleo fondamentale di ogni tipo di società e realtà che precede e va al di là di ogni forma statuale; princìpi questi desunti dal diritto naturale e assunti a fondamento del diritto dai nostri padri costituenti all’interno della Costituzione Italiana, come esplicitato nella formula “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.” (art. 29 Cost.)”.

Conclude Cosentino: “ho chiesto tramite un’interrogazione formale che l’Amministrazione Comunale verifichi la presenza di questi libri nelle scuole comunali della Città di Varese e, qualora ne riscontrasse l’esistenza, provveda immediatamente al loro ritiro e divieto di utilizzo, nell’esclusivo interesse della libertà dell’insegnamento, nel rispetto dei diritti dei minori e del diritto delle famiglie di provvedere all’educazione dei loro figli, secondo gli articoli 29-30-31 della Costituzione”.

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