Lavori di gruppo anche a distanza, grazie alla tecnologia

L’università Insubria al lavoro di gruppo in videoconferenza

08 Aprile 2020
Guarda anche: Scuola e Istruzione

Non solo lezioni e discussione della tesi a distanza, ma anche lavori di gruppo. La scorsa settimana circa venti studenti al secondo anno di Informatica hanno sperimentato un lavoro di gruppo in videoconferenza.

La lezione di Data Science For Business prevedeva infatti la suddivisione in sette gruppi per analizzare i dati relativi alla diffusione del virus COVID-19.
Una volta assegnato il lavoro, gli studenti hanno iniziato a confrontarsi all’interno di ogni gruppo, scambiandosi messaggi e file in chat. Terminato il tempo a disposizione, si sono collegati con gli altri colleghi di corso e con i docenti per un confronto sull’avanzamento del lavoro o per chiedere chiarimenti.
Al termine dell’analisi dei dati ogni gruppo ha definito le proprie domande di ricerca, ad esempio:

  • Con quale rapidità si sarebbe diffuso il contagio se non fossero state introdotte misure restrittive?
  • Quando potrà ragionevolmente terminare il periodo di quarantena, sulla base delle previsioni del contagio?
  • Il virus COVID-19 ha avuto caratteristiche simili o diverse dal contagio di altre epidemie del passato (SARS, suina, ebola, …)?

I docenti del corso di studio sono soddisfatti: «L’attività si è svolta in modo ordinato e i ragazzi hanno avuto modo di lavorare positivamente tra di loro anche a distanza,  questa modalità didattica consente di organizzare incontri frequenti per condividere difficoltà e avanzamenti senza uno spostamento fisico nella sede dell’ateneo», spiega Andrea Biancini, titolare del corso, e aggiunge: «Abbiamo in programma altre due date del laboratorio in questa modalità, nelle quali gli studenti illustreranno le risposte e le analisi svolte per dare risposta alle domande elaborate nel primo incontro».

Anche Mauro Ferrari, docente di Informatica e delegato del rettore per la didattica ha apprezzato questa sperimentazione: «La modalità di lavoro è stata suggerita dalla situazione di emergenza, ma l’organizzazione di laboratori a distanza potrebbe essere sfruttata anche in futuro anche per altri corsi di studio».

Grazie alla tecnologia e alla propensione di personale e studenti per la sperimentazione, si cerca di trarre le possibili opportunità che l’emergenza sanitaria in atto può presentare.

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