Inaugurato il Porticciolo di Capolago. FOTO

Dopo anni è stata finalmente completata l'opera che rappresenta un pezzo di storia di Varese. Con un belvedere che consentirà di godersi il panorama del lago

11 novembre 2015
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È stato inaugurato questa mattina il nuovo Porticciolo di Capolago. Potrà ospitare fino a dieci barche, per il momento riservate ai pescatori. 

Ma in futuro non si esclude di avviare un servizio di noleggio turistico. La nuova struttura sorge vicino a quella precedente del 1930. Che a sua volta aveva ripristinato il porticciolo del 1840. Ad inaugurarlo il sindaco Attilio Fontana e l’assessore all’Ambiente Riccardo Santinon.

Erano presenti anche il rettore dell’Università dell’Insubria Alberto Coen Porisini, gli assessori Riccardo Santinon, Sergio Ghiringhelli, Giuseppe Montalbetti e Maria Ida Piazza, i consiglieri comunali Giacomo Cosentino e Gladiseo Zagatto, il dirigente Marco Roncaglioni, il capoattività Pietro Cardani e Stefano Baggiani dell’azienda che ha realizzato la struttura, tanti residenti e rappresentanti delle associazioni di Capolago, dalla Cooperativa pescatori alla Banda.

L’intervento è costato 87 mila euro (più Iva), finanziato per metà dall’Autorità di bacino lacuale con fondi di Regione Lombardia.
Il pontile è in tre moduli e termina su questo belvedere, una piattaforma di 8 metri per sei – spiega Santinon – quando crescerà il canneto il pontile sarà perla prima parte inglobato nella natura. I posti barca sono cinque per lato. Nei prossimi giorni avremo una nuova riunione con residenti e associazioni del rione per capire la gestione e la pulizia. E’ bello che questo luogo sia vissuto dai residenti innanzitutto”. La progettazione dei lavori per il porticcioli erano iniziati con l’assessore Stefano Clerici, al quale era poi subentrato l’anno scorso Santinon.

“E’ solo l’inizio – ha precisato l’assessore – si apre una seconda fare di lavori, con la sistemazione della pendenza tra amministrazione e Cooperativa pescatori per i terreni: il Comune li acquisterà, il costo sarà inferiore ai 6 mila euro. Procederemo anche alla sistemazione della strada di accesso in calcestre e posizioneremo la cartellonistica su flora e fauna per le visite guidate: in primavera sarà tutto completato. La gestione delle visite, aperte alle scuole, potrebbe andare alle Gev: questo è un punto di osservazione privilegiato ed eccezionale. Da ultimo l’auspicio è di poter noleggiare anche barche a remi. Vedremo!»
Il sindaco, sottolineando la bellezza del luogo, ha ricordato come non si sia potuto realizzare «il progetto originario del porticciolo, come era nel 1840, per i tantissimi vincoli”. “Prima il lago entrava nel porticciolo ora c’è il fascino di una piattaforma in mezzo al lago”.

I lavori

I lavori sono iniziati nel novembre 2014: è stata ripristinata la strada di accesso per raggiungere il demanio lacuale, sono stati realizzati il plinto di ancoraggio e il pontile galleggiante di 44 metri con un parapetto in legno di castagno. I posti barca sono 10, come prescritto dal Piano di gestione della zona protezione uccelli.

Lavori precedenti

Fin dal 2002 sono iniziati i lavori volti al recupero funzionale della località “Porto di Capolago”. Si è trattato di un primo e necessario intervento di manutenzione straordinaria della strada campestre (280 m) che collega quello che fu una piccolo molo d’attracco di pescatori di Capolago, ricavato sulle sponde del Lago di Varese negli anni ’30, con la strada provinciale S.P.1. Ad un primo decespugliamento della vegetazione cresciuta in modo incontrollato, grazie anche all’aiuto dell’Associazione Nazionale Alpini di Varese, il Comune di Varese ne ha reso portante il fondo mediante la stesura di 20/30 cm di ciottoli di fiume.

Visite

Il luogo si presta molto a visite naturalistiche e scientifiche: oltre alla fauna e la flora del lago, offre infatti un bosco selvaggio, cresciuto spontaneamente in seguito all’abbandono delle coltivazioni nel secondo dopoguerra.

Flora

La fascia costiera compresa fra le sponde del lago di Varese e la strada provinciale è caratterizzata da formazioni boschive e da una fascia paludosa indicanti la prima la colonizzazione di ex seminativi in zona sottostante i livelli di piena, la seconda una tipica serie di interramento autogeno dei laghi eutrofici secondo gli stadi di più o meno prolungata sommersione. Si trovano giovani formazioni di boschi di legno forte di frassino maggiore cresciuti su ex seminativi e prati, con biancospino , berretta da prete, giovani aceri campestri, nocciolo, rovo, pallone di maggio. C’è anche un nucleo di una ventina di pioppi bianchi e qualche pioppo nero sovrastanti un ontaneto perilacustre. Dopo la fascia ad ontani inizia un saliceto che rappresenta l’ultimo avamposto arboreo di legno dolce prima del canneto. Il canneto confina direttamente con una densa formazione di “castagne d’acqua” per poi divenire un lamineto delle comune ninfee bianche e nannufaro e quindi molto probabili comuni praterie sommerse di Naias marina e Myriophillum spicatum potameto).

Uccelli

Le sponde del Lago di Varese, compresa la località il Porticciolo, sono state classificate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio come “Zona di Protezione Speciale”, in base alla Direttiva Uccelli” n° 79/409/CEE. Nello studio per la realizzazione del porticciolo si è in sintesi (in base anche a una precedente analisi della Provincia del 2005) preso in esame l’elenco delle specie di uccelli presenti ed individuate a Cazzago Brabbia, oltre ad altre osservate durante i sopralluoghi per i rilievi topografici a Capolago ed ancora durante i periodici sopralluoghi manutentivi da parte di professionisti in servizio all’Attività Manutenzione Verde Pubblico del Comune di Varese nelle zone vicine, come ul Parco “Luigi Zanzi” alla Schiranna, la canottieri Varese, i 9800 mq dell’Isolino Virginia a Biandronno, i circa 7 Km di pista ciclabile mantenuto dal Comune di Varese da Buguggiate a Groppello di Gavirate. Si è ricercato, per alcune specie, l’ habitat preferenziale di riproduzione al fine di studiare la minore incidenza del lavoro di recupero del porticciolo sulla biologia delle specie potenzialmente presenti, per evitare di disturbare le specie durante le fasi del ciclo riproduttivo ed evitando di distruggerne o raccoglierne le uova ed i nidi. Ecco le specie individuate: Vespertilio di Daubenton, Pipistrello albolimbato, Pipistrello di Nathusius; Strolaga mezzana, Strolaga minore, Tarabuso, Nicottera, Airone Rossa, Sgarza ciuffetto, Airone Bianco maggiore, Cicogna, Moretta tabaccata, Pescaiola, Falco Pecchiaiolo, Nibbio bruno, Biancone, Falco di palude, Albanella reale, Albanella minore, Falco Pescatore, Smeriglio, Pellegrino, Schiribilla, Voltolino, Cavaliere d’Italia, Mignattino, Sterna Comune, Martin Pescatore, Ghiandaia Marina, Pettazzurro, Balia dal Collare.

 

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