“Il Rock’n’Roll diventi Patrimonio dell’Umanità”. La proposta arriva da Varese

Ideatore dell'iniziativa è Pino Tuscano. E come precedente si basa sul riconoscimento che ha avuto il Tango

22 novembre 2015
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“È arrivato il momento di accogliere la musica tra i beni comuni e i valori tutelati dalle istituzioni pubbliche. In questo caso, mi riferisco in particolare alla musica rock, che attraverso il suo forte vento di novità ha contributo al
cambiamento della cultura, del costume, della società”. 

L’appello arriva da Pino Tuscano, presidente del Dopo Lavoro Ferroviario di Milano nonché storico organizzatore di concerti.

Da Varese lancia la sua proposta.
“La diffusione planetaria, la costruzione di un mondo immaginario, il ruolo nello sviluppo sociale, economico e culturale confermano che occorre rilanciare l’attenzione verso la creatività
musicale e artistica da parte delle istituzioni preposte alla salvaguardia dei patrimoni universali.

Anche la Repubblica Italiana dovrebbe attribuire al Rock’n’Roll un riconoscimento ufficiale, conservando, tutelando e promuovendo tutte le sue forme materiali e immateriali, storiche, artistiche e culturali. Nonostante abbia avuto origine negli Stati Uniti, questo genere musicale ha via via messo profonde radici in tutto il mondo e, spesso in forme e modi peculiari, anche nel nostro Paese.

Il riconoscimento e il sostegno delle istituzioni costituirebbero anche un volano economico, apportando un notevole impulso allo sviluppo sociale e culturale del Paese.

Il Rock’n’Roll ha dato un contributo eccezionale, a partire dagli anni ’50, a modificare profondamente i costumi e il modo di pensare, a infrangere vecchi tabù, a farci uscire dal “piccolo mondo antico” dell’Italia post-bellica.
È stata una storia notevole di socializzazione, sprovincializzazione, visione internazionale.

La nostra storia italiana è stata innervata dalla sua penetrazione attraverso la musica, i juke box, il canto, il ballo, la moda, gli stili di vita. John Lennon disse: “Prima di Elvis non c’era niente”. E Keith Richards, dei Rolling Stones: “Prima di Elvis il mondo era in bianco e nero.
Poi è arrivato… ed ecco un grandioso technicolor”.

Perfino il Presidente degli Stati Uniti,
Barak Obama, nello storico discorso a Selma (7 marzo 2015) ha tra l’altro ricordato il significato e l’importanza di questi filoni musicali: “Siamo gli inventori del gospel e del jazz e del
blues, del bluegrass e del country, dell’hip-hop e del Rock‘n’roll, i nostri stessi suoni con tutto il dolce dolore e la gioia sfrenata della libertà.”

Guardando con gli occhi di oggi, pensando all’etica e alla morale attuale, bisogna che tutti ci interroghiamo sul fenomeno e gli stili musicali derivati, per affermare che la musica è una strada per creare un mondo più armonioso e felice. E il diritto alla felicità – ricordiamolo – è
anche sancito in alcune Costituzioni e nella dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti. Ci sono dunque tutti i presupposti per incoraggiar un movimento di opinione che sostenga
la proposta di inserire ufficialmente anche il Rock’n’Roll nel patrimonio culturale dell’umanità.

L’Unesco (organizzazione delle Nazioni
Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) lo ha già fatto nel 2009 per il Tango. Lo ha fatto, nel corso degli anni, anche per altre musiche e danze, espressioni di culture e tradizioni
popolari, magari poco note, ma meritevoli di essere tutelate e valorizzate. Il Rock’n’Roll lo merita come musica universale”.

 

Il promotore dell’iniziativa Pino Tuscano

Presidente del Dopolavoro Ferroviario Milano (DLF Milano) e membro della Giunta Nazionale DLF. È stato
ideatore e creatore negli anni ’80 di una delle più grandi organizzazioni di concerti in Italia. Ha creato
eventi culturali e sociali tra i quali “L’immagine tridimensionale della Sindone” con Cselt (Iri-Stet) e da
Presidente DLF Milano la “Festa degli ultimi” in collaborazione con il Gruppo FS e “Railbookcrossing” con RAI Radio 3.

Ha svolto inoltre numerose comunicazioni sulla musica ed i fenomeni sociali, tra le più significative:
• “La musica leggera in Italia”
con Beppe Carletti dei Nomadi
• “Storia del movimento punk”
con Marco Philopat (costretti a sanguinare)
• “La musica popolare nei sud del mondo”
con E. Bennato
• “In viaggio negli anni ’50, da Santa Maria
Goretti a Elvis” – Ortica Festival
• “Il Re è vivo” – Festival Varese Rock’n Roll

Per adesione iniziativa: info@dlfmilano.it
Promoters: DLF Milano-Gallarate-Varese
La Balera dell’Ortica-Associazione Il Cavedio

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