“Energia dei Legami” i primi progetti a Varese

Dopo un anno di lavori, arrivano i primi risultati della sperimentazione del nuovo progetto pensato per le famiglie in difficoltà

30 Novembre 2018
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Sono stati presentati questa mattina alcuni risultati dopo il primo anno di lavoro di “Energia dei Legami”, il progetto che si rivolge a quella fascia di famiglie appartenenti a quella zona grigia di popolazione che non è intercettata dai servizi sociali perché non rientra nella marginalità, ma che comunque si trova in una situazione temporanea di fragilità che necessita di un intervento di supporto, specifico, anche breve ma efficace per evitare uno scivolamento nella povertà e facilitare l’uscita dalla momentanea difficoltà. A presentare il progetto Roberta Bettoni della Cooperativa Colce, capofila dell’iniziativa, per il Comune di Varese in qualità di partner l’assessore ai Servizi Sociali Roberto Molinari e Luca Garavaglia dell’Associazione Albero. Altri partner sono NonSoloPane, Cooperativa Naturart e StudioUno. Il progetto è finanziato dalla Fondazione Cariplo e Banco dell’Energia Onlus.

“Questa iniziativa – ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari – che come Comune di Varese abbiamo sostenuto e favorito, mira ad intercettare quella zona grigia presente in città consentendoci di intervenire preventivamente con azioni concrete di sostegno per evitare che la situazione degeneri e favorire il ritorno ad una condizione famigliare di normalità”.

Il progetto ha l’obiettivo di occuparsi di quelle situazioni che fino ad un certo punto del loro percorso di vita hanno potuto contare su risorse e competenze proprie attestandosi in una fascia economica media e che, a causa di un evento critico quale ad esempio la perdita del lavoro, una separazione, una malattia, si sono trovate in una condizione di difficoltà temporanea che rischia di perdurare se non affrontata tempestivamente ed in modo efficace. I nuclei intercettati da gennaio 2018 appartengono al territorio della città di Varese. Il progetto offre misure di supporto in un’ottica non assistenzialistica ma che favorisca l’attivazione delle competenze e delle risorse personali dell’intero nucleo familiare che viene preso in carico. Ad esempio l’erogazione di un contributo economico per il pagamento di bollette – misura temporanea fino a circa un massimo di 1.400 euro a nucleo familiare, percorsi di educazione finanziaria, supporto attraverso la partecipazione a gruppi di auto mutuo aiuto tra pari, percorsi di ricollocazione al lavoro, sostegno per i bisogni primari, percorsi di educazione alla gestione efficiente delle risorse energetiche e percorsi di restituzione dell’aiuto ricevuto.

Si è iniziato a lavorare coi beneficiari a gennaio 2018. Ad oggi il progetto ha in carico 21 nuclei familiari, che significa 65 persone. Le famiglie beneficiarie sono tutte residenti a Varese.

L’elemento più importante di questo progetto è quello di favorire l’inserimento delle famiglie seguite all’interno di una rete di relazioni e di servizi, di associazioni di volontariato e di mutuo aiuto presenti sul territorio, che permettono alle persone di vedersi non più come singole entità, ma inseriti in un contesto sociale e comunitario più ampio. Dove la comunità si presenta come elemento di forza non solo per un aiuto pratico, ma anche per un supporto relazionale ed emotivo: le persone possono confrontarsi tra loro su questioni pratiche e sui servizi esistenti per i loro bisogni, ma anche su questioni relative al rapporto coi figli. La rete sociale è spesso inesistente o molto precaria non solo tra le famiglie straniere, che magari vivono più fortemente l’isolamento in quanto non hanno la rete familiare, ma anche tra le persone italiane. Il progetto sta lavorando molto su questo aspetto: il potenziamento della rete sociale, solidale, relazionale, comunitaria.

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