“Difendiamo i cipressi”. Ma nessuno pensa ai tassi. Il nuovo ambientalismo “discrimina” sugli alberi?

Uno schieramento di pubblica opinione e manifestazioni continue contro un semplice progetto di restyling del Verde pubblico. Il Comune decide di mettere le 'carte in tavola' per mostrare i motivi del taglio degli alberi

18 settembre 2014
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Si parla solo dei cipressi. “Ma nessuno parla degli alberi secolari che si trovano accanto ai sedici calocedri della California e che, venendo danneggiati dalla presenza dei più giovani vicini, sono stati la prima causa dalla quale i tecnici comunali del Verde pubblico hanno iniziato a redigere il progetto di taglio degli alberi (nella foto la simulazione realizzata dallo Studio Riva per il Comune, ndr)” dicono dal Comune.

Sembra infatti, a causa anche della sovraesposizione mediatica, che l’amministrazione comunale voglia tagliare i sedici cipressi quasi per un “capriccio”.

Il capoattività del Verde pubblico Pietro Cardani, professionista competente tanto è vero che ha tenuto il suo incarico sotto diverse amministrazioni, spiega da cosa nasce l’esigenza del restyling. Con tanto di documentazione, non solo comunale, ma anche della Soprintendenza e del Corpo Forestale dello Stato.

“I tassi non vanno visti dal palazzo – dice Cardani – ma dai lati sulle due rampe, e proprio lì occorre dirigere l’attenzione, alle spalle dei tassi, dove vediamo che i cipressi sono troppo ravvicinati, fanno ombra, e portando via la luce (il termine tecnico esatto è concorrenza interspecifica), il tasso si adatta alla vicinanza del calocedro autopotandosi. Perde le foglie, diventa secco dal lato dove si trova il cipresso. Quindi l’effetto è che rimane asimmetrico, perde la propria forma, in un certo senso rimane “mutilato”.
Pare banale dire che la concorrenza per la luce da parte dei Calocedri indurrà ad autopotatura (dalla parte di monte) i tassi potati ad obice deturpandone la zona fagocitata: normale reazione del tasso ma intollerabile la perdita di forma e di chioma che diverrà asimmetrica e ne produrrà minor sviluppo per minor apparato fogliere fotosintetizzante”.

In poche parole, c’è la prima necessità, che è quella di difendere gli alberi monumentali e secolari, ovvero i tassi. E come seconda, ma solo seconda, motivazione, il ripristino dell’architettura precedente alla piantumazione dei cipressi, che risale a poche decine di anni fa. Se la seconda potrebbe essere opinabile, guardando alla prima, è stata la decisione espressa dalla commissione Ambiente, è giusto tagliare i cipressi.

Una decisione presa in democrazia.

Di seguito la documentazione relativa al progetto.

Estratto_Regolamento_Calocedri_settembre_2014

Parere_CFS

Soprintendenza

 

istanza pgn 30554 del 16-5-13

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