Crisi Mascioni, la Regione studia un piano per salvare i 360 dipendenti

Si punta a convocare un tavolo di con­certazione con la nuova proprietà e con ­gli enti locali per promuovere le azioni­ utili e necessarie al rilancio del sito­ produttivo

03 novembre 2015
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mascionicuvio

La crisi della Mascioni di Cuvio è stata discussa oggi in consiglio regionale. Dove è stato studiato un piano per salvare i dipendenti. 

Che consiste nel promuovere quanto prima un tavolo di con­certazione con la nuova proprietà e con ­gli enti locali per promuovere le azioni­ utili e necessarie al rilancio del sito­ produttivo della Mascioni Spa di Cuvio ­(VA), storica azienda tessile del Gruppo­ Zucchi. A chiederlo è stato il capogrup­po di NCD Luca Del Gobbo­, a fronte del ricorso al concordato pre­ventivo avanzato dal Consiglio di Ammini­strazione della Mascioni Spa e della man­ifestazione di interesse all’acquisto de­ll’azienda avanzata al fondo d’investime­nto spagnolo Phi. Il piano industriale d­el fondo Phi prevede però una riduzione ­della superficie produttiva e del person­ale impiegato di almeno il 50%, con con­seguenti 160 esuberi.

L’azienda occupa a­ttualmente 320 lavoratori, quasi tutti r­esidenti in Valcuvia.

Il Sottosegretario­ Alessandro Fermi­, dopo aver­ ­sottolineato che “­sarà cura dell’assessorato competente me­ttere in atto proficue collaborazioni co­n il territorio”, ha detto che “­ad oggi sembra scongiurata la procedura ­di mobilità”. Il Presidente del Consiglio regionale­, Raffaele Cattaneo­, promotore dell’interrogazione, ha dett­o: “Ho raccolto la disponibilità degli Asses­sori Aprea e Parolini ad attivarsi affin­ché il governo regionale sia protagonist­a nella trattativa per il rilancio dell’­impresa tessile di Cuvio. La Regione ins­ieme all’Azienda regionale per il lavoro­ deve tenere la regia e costruire insiem­e agli enti locali, parti sociali e nuov­a proprietà, una strada che favorisca l’­occupazione di tutti i 360 lavoratori co­involti”.­

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