Caso Pantani: “Fermato dalla camorra”

Clamorosa svolta sui fatti di Madonna di Campiglio del 1999 che segnarono l'inizio del declino per il campione romagnolo

14 marzo 2016
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MarcoPantani

Chi ha tifato Marco Pantani maledice quel 5 giugno 1999 in cui, ad un passo dal secondo successo consecutivo nella classifica finale del Giro d’Italia, fu “sospeso per tutelarne la salute” in virtù di un ematocrito leggermente sopra il valore massimo consentito.

Da quanto accaduto a Madonna di Campiglio il campione romagnolo, ultimo atleta a realizzare la doppietta Giro-Tour, non si rialzò più: al rapido declino sportivo fece seguito il dramma umano, sino alla depressione e alla morte, avvenuta per overdose in un residence di Rimini nel febbraio 2004, a 34 anni compiuti da poco.
Oggi, il caso giunge ad una svolta clamorosa: le intercettazioni recuperate dalla Procura di Forlì fanno capire come un clan camorristico minacciò un medico per alterare il test dell’ematocrito e portare dunque alla squalifica di Pantani. La malavita campana, infatti, aveva scommesso notevoli somme di denaro sulla mancata vittoria del Giro da parte del romagnolo, che invece, senza quello stop, avrebbe indossato la maglia rosa anche sul podio finale di Milano.
A 17 anni di distanza, i reati sono caduti in prescrizione: resta però aperto il fronte sportivo, oltre all’ovvia restituzione della dignità e dell’onore perduto di un campione che ancora oggi è ricordato con commozione da milioni di tifosi.

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