CasaPound contro Aler Varese: “Prima le case agli italiani”

L'associazione ha messo in atto un presidio con striscione fuori dalla sede dell'azienda di Regione Lombardia che gestisce le case popolari per protestare contro le liste d'attesa, secondo loro, ''a favore degli stranieri''

04 giugno 2015
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Tricolori, fumogeni e uno striscione: “Case popolari: prima gli italiani”. CasaPound Italia Varese stamattina ha manifestato davanti agli uffici dell’Aler per chiedere una correzione di rotta sull’emergenza abitativa. 

“I numeri delle assegnazioni per l’anno 2015 – spiega il movimento in una nota – sono inequivocabili: nelle prime settanta posizioni, il 65% delle famiglie sono straniere, a fronte di una popolazione straniera che si attesta intorno al 14% sul territorio comunale”.

“Accettare questi numeri come una naturale conseguenza di situazioni di disagio economico è semplicemente fuori dal mondo. Da mesi – prosegue Cpi – seguiamo e sosteniamo famiglie italiane in stato di grave necessità, ci sono madri single disoccupate con quattro figli minori a carico che nemmeno si avvicinano alla graduatoria per poter ottenere un alloggio. Ci domandiamo dunque quali siano le
caratteristiche che fanno si che su 100 famiglie 65 siano straniere”.
“Con questa azione – spiega ancora CasaPound – avanziamo una proposta: il Sindaco Fontana, che in passato si è dimostrato sensibile al problema, si faccia ambasciatore presso la Regione di una proposta di legge per innalzare sensibilmente i punti in graduatoria per i cittadini residenti stabilmente sul territorio regionale da almeno 15 anni. Non è una vera soluzione, ma al momento è comunque
l’unico modo per arginare questi squilibri”.

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