Calcio: addio a Cesare Maldini

Bandiera del Milan e ct della nazionale, il papà di Paolo è mancato a 84 anni

03 aprile 2016
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La storia sportiva italiana s’intreccia con quella di Cesare Maldini, primo connazionale ad alzare al cielo una Coppa dei Campioni: a Wembley, nel 1963 era lui il capitano del Milan che piegò il Benfica regalando il primo trofeo continentale ad una squadra del nostro Paese.

Ma questo è solo uno dei tanti motivi per cui la sua scomparsa all’età di 84 anni, avvenuta questa notte nella casa di Milano, lascia un vuoto notevole nel calcio tricolore e in quello rossonero in particolare. 347 partite col Milan tra anni Cinquanta e Sessanta, dopo il debutto con la sua Triestina, a cui affiancò 14 apparizioni in nazionale; da allenatore ha guidato più volte lo stesso Milan, conducendolo anche ad uno storico 6-0 nel derby con l’Inter del campionato 2000-2001, ed è stato per lunghi anni nello staff della nazionale azzurra, come vice di Enzo Bearzot ai trionfanti Mondiali del 1982, come guida dell’Under 21 con cui ha vinto tre Europei e infine come ct della nazionale maggiore per i Mondiali 1998, prima di una fugace esperienza in Paraguay quattro anni dopo.
Inoltre, suo figlio Paolo è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi difensori della storia del calcio: ma di Cesare Maldini si ricordano anche la correttezza e la simpatia, che oltretutto ispirarono Teo Teocoli per una delle più celebri imitazioni del comico milanese.

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