Alessio Figalli vince la Medaglia Fields: grazie a Napoleone

Il 34enne si è aggiudicato l’ambito premio 44 anni dopo l’ultimo italiano

03 settembre 2018
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A distanza di ben 44 anni un altro italiano vince la medaglia Fields. L’altro fu Enrico Bombieri precocissimo talento matematico che nel 1974 si aggiudicò quello che a tutti gli effetti può essere considerato il Nobel per la matematica.
E siamo a quota due, in Italia, per chi ama le classifiche. In ottima posizione considerato il numero di abitanti e visto che figuriamo degnamente nella top ten mondiale. Ai primi posti Stati Uniti, Francia e Russia. Si tratta di un riconoscimento dato ai matematici che non abbiano superato i 40 anni di età – Alessio Figalli ne ha 34 quanti ne aveva Bombieri – per i loro straordinari contributi nel campo della matematica e come incentivo a raggiungere ulteriori risultati.

Figalli è nato e cresciuto a Roma. Si è interessato di matematica fin dall’inizio della sua carriera. Il fatto è che gli risultava facile, molto più facile delle altre materie. Un talento naturale che si è concretizzato nella sua partecipazione alle Olimpiadi della Matematica. Da qui la folgorazione: esistevano problemi non semplici da risolvere. Perché la sfida è il motore fondamentale che lo ha spinto a intraprendere la carriera di matematico. Là dove la soluzione era difficile lui faceva di tutto per venirne a capo. È così che dopo il test di ammissione alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa è entrato a nel sancta sanctorum dei matematici e fisici italiani. Una Scuola di alta formazione a cui all’inizio non era preparato dati i suoi studi classici, ma con la sua genialità non ha fatto fatica a recuperare il tempo perduto. Fino a che quest’anno non ha ottenuto l’ambita Medaglia Fields.

Ma veniamo alla parte matematica. Nulla di complicato per carità, visto che per spiegare nel dettaglio il contributo di Figalli occorrerebbero equazioni e numeri difficilmente comprensibili. In parte c’entrano in tutto questo Napoleone Bonaparte e il matematico Gaspard Monge incaricato dall’imperatore di capire come ottimizzare il trasporto del terreno utilizzato per le fortificazioni. Un problema che a tutta prima sembra entrarci poco o nulla con la matematica, ma si sa i matematici sono gente che vede problemi con relative soluzioni dove chiunque altro vedrebbe solo un cumulo di terra. Gli studi e le riflessioni di Figalli hanno affascinati radici storiche che da Napoleone risalgono fino al calcolo delle probabilità che ha origine nel settore dei giochi con il Liber de Ludo Aleae. Scritto nel Cinquecento dal matematico Girolamo Cardano il testo contribuì al perfezionamento della teoria delle probabilità e alla comprensione delle quote.

Il problema di fronte al quale si trovò Monge fu abbandonato per oltre un secolo, ripreso dall’economista Leonid Kantorovich fino ad approdare sulle scrivanie dei matematici degli anni Ottanta e Novanta ed essere conosciuto come “trasporto ottimale”. Ma è davvero così complesso?

Se pensiamo alle infinite possibilità di trasportare un cumulo di terra da un posto all’altro, possiamo renderci conto del perché il trasporto ottimale abbia affascinato generazioni di matematici, fino a sedurre lo stesso Figalli. Il problema in questione coinvolge infatti numerosissimi campi. Immaginiamo di fotografare le particelle presenti sulla superficie di una nuvola. Fatto? Bene. Immaginiamo adesso di fotografarle un secondo dopo. Dove sono andate a finire quelle particelle? La risposta sta nella matematica dietro il trasporto ottimale.

Immaginiamo adesso un cristallo e con la fantasia sottoponiamolo a una fonte di calore. Il cristallo così ottenuto risulterà deformato rispetto al primo. Immaginiamo allora di mettere i due cristalli uno di fianco all’altro ed è qui che entra in gioco il trasporto ottimale. Possiamo provare infatti a trasportare il materiale di cui è fatto il primo cristallo nel secondo ed è nella fase di trasporto che possiamo capire il processo di trasformazione che hanno subito i cristalli. Se vogliamo comprendere la forma di due oggetti (i cristalli nel nostro caso) dobbiamo capire le regole del trasporto. Ed è quello che ha fatto Figalli ottenendo per questo la Medaglia Fields.

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