A scuola d’Europa con FutureDem

Dalla provincia di Varese al cuore dell’Europa: quattro giovani Dem hanno incontrato a Bruxelles i Parlamentari europei per aggiornarsi sulla ricaduta delle politiche europee sui singolo territori

07 novembre 2017
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“Circa il 70% della legislazione europea ha impatto sulle politiche amministrative locali. Su temi come i rifiuti, la sanità, i trasporti, e non solo, ogni regolamento europeo o direttiva prevede una consultazione del Comitato europeo delle regioni composto da amministratori locali di tutti i 28 Stati membri dell’Ue, per questo abbiamo voluto organizzare questa giornata di studio a Bruxelles per i nostri amministratori locali con i quali abbiamo incontrato i funzionari del Parlamento europeo e del Comitato europeo delle regioni che ci hanno spiegato l’impatto delle politiche europee sui nostri territori”. Così Giulio del Balzo, giovane gallaratese fondatore di FutureDem, associazione nazionale composta da giovani vicini al PD, che ha accompagnato una ventina di giovani amministratori del nord-ovest italiano a Bruxelles. 

Con lui, dalla provincia di Varese, anche Imen Boulahrajane (Cassano Magnago), Gionata De Stefanis (Tradate) e il Consigliere comunale PD di Busto Arsizio Massimo Brugnone. 

“Stiamo andando sempre di più verso un’economia globale fondata su scambi internazionali che avvengono tra città e città. Son tornato a Bruxelles perché credo fortemente che Busto Arsizio possa, nei prossimi anni, iniziare a giocare un ruolo fondamentale di supporto a tutto il territorio dell’Altomilanese nell’attrazione di risorse dall’Ue” ha spiegato Massimo Brugnone, per la seconda volta ospite di una scuola del PD per giovani amministratori al Parlento europeo. “Certo – ha spiegato il giovane Dem – se penso che sette dei 24 componenti italiani del Comitato europeo delle regioni sono Amministratori locali scelti da ANCI e il nostro Sindaco vuole abbandonare l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani rinunciando al ruolo di capofila che gli compete, capiamo quanta strada ancora ci sia da fare e perché  nell’ultimo preventivo di bilancio abbia messo uno zero sul capitolo riguardante le entrate dall’Unione europea. Una tendenza che come PD proveremo a cambiare, con massimo impegno”.

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