5 Stelle a gamba tesa su Cosentino: “Vuole tornare al Medioevo”

Durissima critica dei pentastellati alla presa di posizione del consigliere sui cosiddetti libri gender

14 ottobre 2015
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Vi ricordate il consigliere Cosentino? Sì proprio lui, il più vecchio tra i giovani varesini, quello che “difende la famiglia tradizionale e l’italianità, ma è in prima linea quando c’è da organizzare feste ed happy hour!” (Cit.) Lo stesso che ha dichiarato: “la famiglia è solo quando due persone si mettono insieme per fare un figlio”, lo stesso che ebbe come slogan “cose per cambiare, una città in movimento”. Verso il medioevo, forse. Infatti pare che il cambiamento evidentemente lo spaventi, e in movimento ci siano quasi state, ad ora, solo le sue mani: non è di molto tempo fa la litigata furiosa durante una riunione del suo partito (come si chiama ora, a proposito?), quando lui e Nino Caianiello ( il neo fan di Marantelli ) hanno avuto anche un contatto fisico e i presenti li hanno dovuti separare. Proprio in quell’occasione il nostro “progressista” avrebbe detto “vieni fuori che ti insegno l’educazione!” È la stessa educazione che il giovane vecchio vorrebbe insegnare ai bambini nelle scuole, al posto della “Teoria Gender”, forse? Cosentino ha, a proposito, sposato fin da subito la decisione del sindaco di Venezia di “togliere dalle scuole i libri della teoria gender”, dichiarando anche che il sindaco ha preservato in questo modo la libertà dell’educazione dei bambini senza obbligarli a subire insegnamenti folli. Apprendiamo anche che una storica libreria centrale a Varese si dissocia dalle decisioni di Brugnaro, e allestisce (meritoriamente) una vetrina è dedicata ai così detti “49 libri colpevoli di voler spiegare ai bambini le teorie di genere”.Ovviamente Cosentino (uno per tutti, la lista è lunga) anche su questo non ha perso occasione per dire la sua, ovvero che la libreria vuole solo farsi pubblicità, e aggiunge, purtroppo per noi, che sta lavorando per formulare a Varese una proposta simile a quella di Venezia. A questo punto, per rimarcare ancora una volta la nostra posizione in merito, occorre citare il lavoro dei nostri Consiglieri Regionali del M5S Lombardia e dei nostri portavoce in Parlamento sui diritti civili, e ricordare che noi, in blocco come gruppo M5S Varese, la nostra Consigliera regionale Paola Macchi, il nostro consigliere comunale Francesco Cammarata, e il nostro candidato sindaco Alberto Steidl, abbiamo convintamente partecipato alla contromanifestazione “I cattivi in piazza per difendere Varese dall’omofobia” di maggio, in risposta al sit-in delle Sentinelle in piedi a Varese. In quanto alla famigerata “Teoria Gender”, anche i sassi sanno che essa NON ESISTE (riportiamo, una ad esempio per tutte, la lettera del Direttivo della Società Italiana delle Storiche al Min. dell’Istruzione Giannini). Nessuno, proprio nessuno, in ambito accademico, essendo questa definizione “una totale stupidaggine”, parla di “Teoria Gender”. È anzi deprecato l’utilizzo di tale espressione, in quanto esclusivamente “Usata dai cattolici più conservatori e dalle destre più reazionarie per creare consenso intorno a posizioni sessiste e omofobe” (fenomeno ben descritto al convegno di ricercatori “Habemus Gender” tenutosi a Parigi nel maggio 2014 ). Anche la Lega Nord infatti è partita all’attacco con il refrain sull’inesistente “Inserimento nelle scuole della Teoria Gender”, con mozioni assurde e strampalate ( qui una risposta per esempio del M5S Lombardia ad una mozione presentata in Regione Lombardia), evidentemente sfruttando la cosa che gli riesce meglio, ossia cercare di lucrare consensi sfruttando il ventre molle dell’analfabetismo funzionale dilagante. Viene sempre più il dubbio che siano i primi a soffrirne.Oggi, per semplicità e sperando che gli oscurantisti leggano e comprendano queste poche righe, ci rifacciamo a ciò che dice direttamente l’Associazione Italiana di Psicologia, e cioè che “il concetto di ideologia di genere” non ha alcuna consistenza scientifica, e scegliamo di concludere con un titolo relativo ad un noto psicoterapeuta, che guardacaso fa formazione anche ai docenti di molte scuole di Varese: “Alberto Pellai è uno di quei cattolici tutti particolari a cui l’ideologia di gender non risulta”.
Purtroppo, davanti a questi semplici concetti, ancora ci sono politici che indossano lo “Sguardo di mucca che osserva treno che passa”, pensando di aver ragione loro e non l’intero mondo accademico.
O tempora. O mores.

Movimento Cinque Stelle Varese

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