Varese, il Pd propone le “Zone della fiducia e dell’innovazione” al posto delle Zes: “Solo così una vera semplificazione”

Il sindaco di Comerio Silvio Aimetti e l’assessore al Bilancio Gianluca Fidanza, attraverso il gruppo tematico Economia lavoro e impresa dei democratici, criticano le Zes e propongono un’alternativa

05 Luglio 2014
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Lavoro

Caro Direttore,

abbiamo letto in questi giorni le notizie di stampa relative alla proposta per l’istituzione delle ZES (zone economiche speciali) da parte di Regione Lombardia. A tal proposito e questo anche in qualità di responsabile e di membro del gruppo tematico “Economia, Impresa e Lavoro” del Partito democratico vorremmo fare delle considerazioni al riguardo.

Siamo prima di tutto convinti di alcune ipotesi di partenza e cioè :
· le aziende sane ed i lavoratori autonomi non chiedono solo agevolazioni ma chiedono certezze
· l’Ente Pubblico deve essere promotore di un processo virtuoso di fiducia
· le aziende devono avere tra loro rapporti più snelli relativamente a contenziosi e pagamento
· I contratti di lavoro non devono essere precari ma più semplici
· le aziende devono condividere i risultati con i loro collaboratori
· le partite IVA devono avere più garanzie (sanitarie, previdenziali)

Quante volte abbiamo letto la parola “semplificazione” in tutte le legislature che si sono succedute nel tempo? TANTE, TROPPE.
Qualcosa è stato fatto ma siamo ancora lontani da livelli accettabili di civiltà economica per gli
imprenditori, i professionisti ed i cittadini
Analizzando in dettaglio la proposta della ZES Zona Economica Speciale si verifica che questo progetto prevede per le nuove imprese:
• esenzione ires per i primi 5 periodi di imposta
• esenzione irap
• esenzione imu, tarsu e IVA
• riduzione al 50% dei contributi sul lavoro dipendente

Chiediamoci ora se questa proposta :

• Ha effetti sulla base imponibile? No
• Ci sono possibilità’ progettuali di investimento sul lungo periodo? No
• Si riesce a confrontarsi con il nostro più vicino concorrente, la Svizzera? No
• Ci sono effettivi interventi di semplificazione? No
• Ci sono benefici per i lavoratori ? No

E si potrebbe andare avanti…..

A parer nostro e del gruppo di lavoro di cui facciamo parte, sono altri i requisiti fondamentali di cui ha bisogno chi esercita una attività di impresa:

• Certezza e durata delle norme
• Fiducia nella PA
• Velocità ed efficacia della giustizia civile
• Velocità della burocrazia
• Pagamenti puntuali non solo dalla PA ma anche tra operatori economici
• Credito

E per questo che il PD sta strutturando una proposta alternativa alle ZES basata sul merito che potremmo definire ZFI (zone della fiducia e dell’innovazione). Gli operatori economici virtuosi delle ZFI (aziende e P.IVA)  non vogliono delle semplici riduzioni di aliquota per un certo periodo.

vogliono :
• che lo Stato si fidi di loro e viceversa
• avere la possibilità di aprire un’attività in tempi ragionevoli
• avere la possibilità di accedere al credito perché la banca si fida
• essere trasparenti e non considerati come un possibile evasore
• poter dedurre i costi che sono relativi alla loro attività
• poter autocertificare ed assumersi la responsabilità di quello che fanno
• condividere i risultati con i collaboratori
• essere esentati da tutti quegli adempimenti infrannuali che portano via tanto tempo(spesometro, beni ai soci,etc..)
• avere un rapporto diverso (più maturo) con l’Amministrazione Finanziaria
• dimostrare che la contabilità, magari certificata, sia il vero biglietto da visita dell’azienda
• garantire ai fornitori pagamenti in tempi ragionevoli come avviene nel resto d’Europa (max 60 gg.)
• agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro di persone giovani e di persone in fase di ricollocamento
• rispettare la normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro
• detassare gli investimenti in innovazione.

Se un imprenditore riuscirà a lavorare nel modo che abbiamo delineato non vi sarà alcun interesse all’evasione perché il rispetto delle norme è premiante.

Quali saranno le premialità per le aziende che aderiranno alle ZFI :
• vie preferenziali per le autorizzazioni amministrative (max. 15 gg.) dagli Enti (SUAP, ASL, V.V.d.F.)
• riduzione dell’IMU e degli tributi TARI e TASI dell’ordine del 25 %
• accesso privilegiato (punteggio di partenza superiore) ai fondi pubblici (es. sgravio INAIL) I SUAP comunali
• riduzione del cuneo fiscale
• riduzione del 50 % delle fidejussioni per partecipazione ad appalti pubblici
• accesso alle garanzie statali sui finanziamenti per innovazione e investimenti
• aumento delle tempistiche di dilazione dei pagamenti ad Equitalia
• accesso privilegiato ai rapporti con l’Agenzia delle Entrate
• erogazione dei rimborsi fiscali entro 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione
• impegno dell’amministrazione giudiziaria a risolvere le controversie entro 12 mesi dalla richiesta
• riduzione delle accise sull’energia (almeno -30%)

E’ solo ripartendo da una nuova concezione più efficiente del sistema economico nel suo complesso che si potrà rivedere crescita e competitività rispetto agli altri Paesi. Ognuno quindi faccia la sua parte, lasciando da parte i criteri geografici (macroregioni, zone franche, etc.), oramai anacronistici nel mondo in cui viviamo e puntando su criteri meritocratici e su una rinnovata fiducia tra operatori economici ed Enti Pubblici.

Cordiali saluti
Silvio Aimetti, Sindaco di Comerio (resp. gruppo Economia, lavoro e impresa)
Gianluca Fidanza, Assessore al bilancio e programmazione Comune di Comerio (membro gruppo Economia, lavoro e imprese)

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