Chiusura RSA Agra

I fatti sono pubblici e noti: riattivata nel 2015 ed ottenuta la convenzione, la casa di riposo ha chiesto la contrattualizzazione, per essere in linea con i costi di mercato, ma non l’ha ottenuta per il non completo rispetto della normativa vigente

02 Ottobre 2017
Guarda anche: LettereVarese provincia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giuseppe Taldone, Consigliere Provinciale sui fatti riguardanti la la RSA di Agra “Albertini Vanda”.

La vicenda che vede protagonista la RSA di Agra “Albertini Vanda” é decisamente triste se non tragica per le implicazioni che comporta: posti di lavoro che sfumano e grosso disagio all’utenza che dovrà trovare con difficoltà altra sistemazione. I fatti sono pubblici e noti: riattivata nel 2015 ed ottenuta la convenzione, la casa di riposo ha chiesto la contrattualizzazione, per essere in linea con i costi di mercato, ma non l’ha ottenuta per il non completo rispetto della normativa vigente. La contrattualizzazione prevede un contributo di 40 € che Regione Lombardia riconosce ai pazienti per abbattere i costi. In questo caso il contributo non era dovuto, come riconosciuto dalla sentenza del Tar a cui la direzione della RSA si é appellata. Questa é la storia al netto delle questioni politiche che l’amministratore Caprara ha ritenuto pubblicamente di denunciare. Onestamente su una vicenda che tocca il cuore per le dirette ricadute su lavoro ed utenza non sono interessato a percorrere la via della facile speculazione politica come spesso accade in ogni fertile periodo pre-elettorale. Non m’interessa il protagonismo politico che ha caratterizzato in questi giorni l’azione di alcuni ma il destino dei lavoratori e degli utenti. Per tale ragione, dopo aver parlato con il Sindaco di Agra Ernesto Griggio, mi sono confrontato con il Consigliere regionale Luca Marsico che prontamente ha ricevuto, per fare il punto, una delegazione composta da dipendenti, utenti e direttore della struttura. Siamo assolutamente convinti dell’importanza di mantenere un presidio del genere in zona montana. Come anticipato in un comunicato da Marsico, l’Assessore regionale al Wellfare Gallera si sta occupando della questione, cercando soluzioni nel rispetto delle norme di legge, che ricordo a tutti non possono essere di certo bypassate. Lo stato di diritto si basa su normative  che, anche se apparentemente crudeli come in questa vicenda, devono sempre e comunque essere accettate, tanto più se ribadite nella sentenza di un tribunale. Da qui si deve ripartire con iniziative concrete a favore dell’imprenditorialità e del lavoro sul nostro territorio di confine, che vive una situazione economicamente critica da tempo e che di certo non meritava un’ulteriore “tegola in testa” come la chiusura di un RSA. Invito quindi tutte le forze politiche ed istituzionali a non utilizzare Agra come terreno di scontro o di sterile dialettica ma a formulare proposte concrete da portare all’attenzione dei vertici regionali per ottenere, magari con leggi speciali ad hoc, risorse economiche aggiuntive a favore di un territorio come il nostro che necessita di un particolare piano di sostegno.”

Tag:

Leggi anche: