Un robot all’Ospedale del Ponte per i bambini che non possono andare a scuola

Il suo nome è Ivo ed un robottino costruito per aiutare i bambini che, per ragioni di salute, non possono frequentare la scuola

04 Maggio 2020
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Da lunedì, 4 maggio, Ivo è entrato in servizio nel Day Center onco-ematologico pediatrico Giacomo Ascoli, al quinto piano dell’Ospedale del PonteLa sua missione sarà quella di proseguire il compito dei volontari della Fondazione Giacomo Ascoli – che sostengono i bambini affetti da patologie onco-ematologiche e le loro famiglie – e le consulenze degli psicologi, dietologi e professionisti specializzati. Due esemplari Ivo sono già in servizio nel reparto Covid dell’Ospedale di Circolo, a sostegno del personale sanitario.

«La tecnologia ci viene in aiuto – commenta Massimo Agosti, direttore del Dipartimento materno infantile di Asst Sette Laghi,  – ci consente di continuare ad erogare in modo quasi completo la totalità delle cure di pazienti così complessi e delicati, come i pazienti oncoematologici pediatrici, che hanno bisogno non solo di cure mediche e infermieristiche ma di attenzioni che vanno a curare l’integrità psicofisica.”

Ivo ha una struttura semplicissima: un tablet sostenuto da un’asta montata su ruote periscopiche. Viene comandato a distanza dagli psicologi e dai volontari della Fondazione Ascoli tramite un Pc o uno smartphone. Entra nelle stanze e, con un sistema di videochiamata, mette in comunicazione i volontari della Fondazione Giacomo Ascoli con i pazienti, consente di vedere il piccolo paziente e di interagire con lui da remoto, tutto evitando l’accesso diretto al reparto.

Il robot nasce da un progetto americano come strumento per la videoconferenza aziendale. In Italia è stato prodotto dalla società varesina Elmec Informatica spa, che ha donato 10 unità alla Fondazione Giacomo Ascoli per sostenere scolasticamente e psicologicamente i bambini malati di cancro che già prima del Covid-19 vivevano in una sorta di lockdown tra ospedale e le loro case.

«Ivo ci consente di mantenere una finestra aperta in tempo reale sui nostri pazienti e sulle loro famiglie – spiega la psicoterapeuta Maria Cristina Morresi.  – Ci offre la possibilità di rilevare bisogni psicologici ed emotivi ed intervenire nell’immediato guardandoli negli occhi, accorciando la distanza fisica che in questo periodo ci sta dividendo».

Il costo della SIM che permetterà a Ivo di attivarsi e le spese del traffico dati sono offerte da Alessandro Pozzi, il vespista varesino che ogni anno compie viaggi di beneficenza in sella a una vespa degli anni ’60 denominata. Quest’anno, Pozzi avrebbe dovuto partire per un viaggio di 20.000 km, visitando le cliniche onco-ematologiche del nord Europa. “Due ruote per la vita”, questo il nome del viaggio dedicato alla Fondazione Giacomo Ascoli. Un viaggio che sarà posticipato a causa del Coronavirus, ma la raccolta fondi continua.

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