Trasporti pubblici in Lombardia: l’ordinanza coniuga tutela sanitaria a servizio

04 Maggio 2020
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“A seguito dell’ultimo Dpcm in materia di coronavirus che ha previsto la ripartenza di alcuni settori produttivi, con nostra ordinanza abbiamo previsto una dettagliata disciplina del Trasporto Pubblico Locale (TPL) al duplice fine di garantire il rispetto delle regole di distanziamento per la tutela sanitaria dei passeggeri e di offrire un servizio adeguato alle esigenze dei viaggiatori”. Lo comunica in una Nota Regione Lombardia.

“Il trasporto – prosegue la Nota – è caratterizzato dalla rigidità della sua offerta, per limiti fisici di linee e mezzi non espandibili. Per questa ragione, seppure a fonte di una ripresa di attività produttive di circa il 50% delle imprese che coinvolgeranno circa il 45% dei lavoratori lombardi, abbiamo chiesto di ripristinare gli ordinari livelli di servizio. Con la possibilità di potenziarli anche con l’utilizzo di altri mezzi. Compresi i noleggi con conducente, con autobus o con autovetture”.

“La richiesta si combina con le regole di distanziamento, che comportano una riduzione della capienza dei mezzi del 50% che a loro volta si aggiungono alla previsione dell’utilizzo delle mascherine da parte di tutti i passeggeri.

“L’ordinanza – spiega ancora la Nota – è stata adottata a seguito di un serrato confronto sia con il Governo, sia con gli enti locali e con le società concessionarie del TPL, a fronte di un’analisi con cui sono stati valutati gli impatti anche nella distribuzione oraria dei flussi di passeggeri”.

“Le conclusioni dell’analisi – prosegue la Nota – rappresentano il rischio di un picco tra le ore 7 e le ore 8 di mattina. Cche potrebbe determinare il duplice effetto negativo. Di code per accedere ai servizi di trasporto e di un ritardo nell’ingresso al lavoro”.

“Per questa ragione – recita la Nota – da un lato si raccomanda di continuare a lavorare in smartworking per le mansioni che lo consentono, a prescindere dai codici Ateco delle imprese che riprendono l’attività”.

“Dall’altro, si invitano i datori di lavoro – conclude la Nota – a modulare gli ingressi e le uscite con ampie finestre temporali. Che consentano di distribuire la domanda di offerta più uniformemente possibile. Sopratutto nell’intervallo orario che va dalle ore 7 alle ore 11 di mattina”.

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