Legambiente all’attacco: “Varese troppo inquinata”

Presentato il reportage sulle condizioni dell’aria nella città di Varese. Gli ambientalisti: “Solo la pioggia ci può salvare”

24 Marzo 2014
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Polveri sottili oltre i limiti nel primo giorno di monitoraggio e durante le “passeggiate” per le vie principali della città. Poi è la soltanto la pioggia a “salvare” i polmoni dei cittadini di Varese. I livelli di inquinanti hanno raggiunto anche punte di molto superiori ai livelli di legge, in concomitanza con gli orari di punta. 

Segno ulteriore della necessità di ridurre il transito delle autovetture private all’interno della zona più centrale della città. Per questo Legambiente chiede al Comune di Varese di rivedere subito il Piano di Governo del Territorio proposto, troppo debole per affrontare le criticità da affrontare e gli obiettivi da perseguire, e cioè il miglioramento della qualità della vita, la lotta allo smog, la diffusione del risparmio energetico ed il razionale utilizzo dello spazio pubblico. Bisogna agire in tutt’altra direzione: ristrutturazione e potenziamento del trasporto pubblico, introduzione di nuovi sistemi per la mobilità collettiva (come il bus a chiamata e i taxi collettivi, ecc), l’intermodalità, la progettazione di una rete capillare per la mobilità ciclo-pedonale. Investendo non più su parcheggi e infrastrutture che diventano templi della schiavitù dell’auto privata, ma lì dove c’è la vera esigenza e domanda di mobilità. Considerazioni dettate dalla  prova svolta questa mattina dai volontari di Legambiente: anche a Varese la bici ha stravinto il Trofeo Tartaruga, dimostrandosi il mezzo più veloce, economico e sostenibile per muoversi in città.

È l’istantanea scattata dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, la campagna itinerante realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare. Il bilancio della penultima tappa del tour 2014 del convoglio ambientalista è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Simone Nuglio, responsabile Treno Verde di Legambiente; Alberto Minazzi, coordinatore di circoli Legambiente provincia di Varese e Luca Ricciardi, responsabile laboratorio qualità dell’Aria di Italcertifer.

Il monitoraggio è stato effettuato dal Laboratorio Mobile Qualità dell’aria di Italcertifer, per 72 ore consecutive, in piazza Monte Grappa. Oltre ai valori del PM10, sono state raccolte informazioni sulle concentrazioni nell’aria di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono. Un ulteriore impianto fisso è stato ospitato dall’Hotel Ungheria, in viale Luigi Borri, per monitorare l’inquinamento acustico. Da quest’anno il Treno Verde tiene sotto osservazione anche il PM 2,5 con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più dannose per la salute e di pretendere che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente, idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente.

“La fonte di immissione degli inquinanti è risultata costituita principalmente dal traffico stradale insistente nella zona – spiega Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile della qualità dell’aria di Italcertifer -. Nella prima giornata di campionamento sono stati superati i limiti di legge per il PM10 dettati dalla normativa. Nei giorni successivi, oltre alla diminuzione del traffico in concomitanza del fine settimana, le condizioni metereologiche hanno consentito l’abbattimento delle concentrazioni degli inquinanti. Nello specifico il PM10 ha superato, come media giornaliera, il limite di 50 g/m3, raggiungendo la massima media giornaliera di 51 g/m3 nella giornata di venerdì 21 marzo. Sotto osservazione va tenuto anche il PM2.5 che ha fatto registrare la massima media giornaliera pari a 23 µg/m3 contro un limite di legge di 25 µg/m3, quest’ultimo però riferito a un periodo di mediazione che è l’anno civile”.

I volontari del Treno Verde hanno condotto anche un monitoraggio itinerante, passeggiando per le vie della città grazie a uno strumento, messo a disposizione da Italcertifer, in grado di rilevare in tempo reale le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili, simulando, quindi, i livelli di inquinamento che “respiriamo” muovendosi. L’esperimento è stato condotto nella giornata di venerdì 21 marzo dalle ore 11 alle ore 13 (da piazza Monte Grappa per piazza della Repubblica, via Vittorio Veneto, piazzale Trieste, via Magenta, piazza XX Settembre) e facendo registrare due medie orarie di PM10 pari media di  64  microgrammi al metro cubo nella prima ora e di  61  µg/m3 nella seconda. Valori questi ultimi che, seppur riferiti ad una media oraria e non giornaliera come prescrive la legge, dimostrano una criticità da non sottovalutare, visto che è stata sempre superata la soglia limite di 50 µg/m3 di polveri sottili. 

Valori che fotografano una preoccupante situazione della qualità dell’aria per le strade cittadine. I dati spiccano particolarmente, anche perché offrono dettagli che le rilevazioni effettuate dall’ormai unica centralina istituzionale non raccontano. La sola centralina Arpa presente in città di certo non sembra essere nella posizione ottimale per evidenziare le criticità delle strade più trafficate. In ogni caso, la centralina di via Coppelli ha fatto registrare lo scorso anno ben 42 superamenti dei livelli di polveri sottili consentiti dalla legge, rispetto al tetto massimo di 35 giorni che viene “concesso” ai Comuni. In questi primi mesi dell’anno la situazione non è di certo migliorata, visto che la stessa centralina dell’Arpa segna, da gennaio ad oggi, già 12 superamenti.

Una criticità che ovviamente si estende in tutta la Regione. Secondo il dossier “Mal’Aria” di Legambiente, nel 2013, nelle città della Lombardia il 92% delle centraline cittadine ha superato i 35 giorni: solo le due stazioni della città di Lecco non hanno superato il limite, mentre per tutte le altre centraline si sono registrati valori superiori la norma; il 30% di queste centraline ha superato addirittura i 70 giorni nell’anno solare, più del doppio consentito. Se il 2013, che tra l’altro doveva essere “anno europeo dell’aria”, è finito in malo modo, il 2014 non è iniziato bene in tutta la regione. Oltre che a Varese si segnalano diversi superamenti dei livelli di Pm10. A guidare la classifica c’è Milano che da gennaio ad oggi ha già raggiunto 29 giorni “fuorilegge” (Pascal Città degli Studi) e 22 (Senato); 21 i superamenti di Pm10 registrati a Cremona (via Fatebenefratelli); 19, invece, a Pavia (Piazza Minerva), Lodi (S. Alberto), Mantova (via Ariosto) e Brescia (Villaggio Sereno) solo per citare le città peggiori.

“Varese sembra avere tutte le carte in regola per raccogliere la sfida della rigenerazione urbana – dichiara Simone Nuglio, responsabile del Treno Verde -. È necessario un serio impegno da parte dell’amministrazione, che riporti in cima all’agenda politica i temi ambientali. Le recenti esperienze europee sulla riconversione e riqualificazione delle città hanno dimostrato che non sono necessari grandi interventi strutturali per il miglioramento dei servizi e della qualità della vita; al contrario, basta valorizzare il patrimonio edilizio e l’enorme capitale sociale presente in tutte le città italiane, limitando, così, problemi come il consumo di suolo e l’inquinamento atmosferico”

La qualità dell’ambiente atmosferico è sicuramente condizionata dalla presenza del traffico autoveicolare: è un dato di fatto che molti degli inquinanti presenti nell’aria siano una diretta conseguenza delle emissioni prodotte dal traffico automobilistico urbano. La necessità di attuare scelte strategiche per migliorare la qualità della mobilità in città è testimoniata anche dai risultati del Trofeo Tartaruga, il premio ideato da Legambiente, che mette in competizione i vari mezzi di trasporto per scoprire il modo più veloce, economico e meno inquinante per muoversi in città che si è svolto questa mattina. Il percorso prevedeva la partenza (avvenuta alle ore 10.00) dallo stadio di Varese alla stazione centrale, per un percorso di circa 4 chilometri. A vincere la sfida è stata la bici arrivata al traguardo in appena 8 minuti; a seguire lo scooter con 10 minuti; il bus 12 minuti; l’auto con 15 e l’auto elettrica con 20 minuti (su quest’ultima però ha influito la lontananza dei parcheggi dedicati rispetto alla stazione centrale).

“Contrastare l’inquinamento dell’aria deve essere una priorità assoluta per la politica. Chiediamo però anche ai cittadini un’assunzione di responsabilità: informatevi, agite, adottate comportamenti sostenibili nel muovervi in città e nel riscaldare la vostra casa – dichiara Alberto Minazzi, coordinatore di circoli Legambiente provincia di Varese – Alcuni passi in avanti sono stati fatti, nelle misure d’emergenza e nello sforzo di coinvolgere i Comuni limitrofi. Sappiamo bene come il problema sia da affrontare su vasta scala; non basta agire nel locale. Il nostro auspicio è però molto diverso: ci auguriamo che finalmente possa iniziare a prendere corpo un progetto di città meno autocentrico, in cui il trasporto pubblico e la bicicletta trovino ampi spazi, insieme alla pedonalizzazione di aree in centro e nei rioni. Lo dimostrano anche i risultati del Trofeo Tartaruga di questa mattina. Sarebbe bello programmare qualche sabato o perfino qualche settimana verde, invece che le sole domeniche. E soprattutto confidiamo che il Piano di Governo del Territorio, sempre se vedrà la luce, scardini l’insostenibile abbinata cemento-asfalto per puntare sulla riqualificazione urbana, la valorizzazione delle aree verdi, la creazione di spazi per riportare l’agricoltura in città”.

A riprova di ciò vi sono anche i dati della XX edizione del rapporto “Ecosistema Urbano” di Legambiente che tra le criticità della città di Varese evidenzia proprio l’alto tasso di motorizzazione auto (64 vetture ogni 100 abitanti, contro una media nazionale di 63) e di verde urbano fruibile (6,71 metri quadrati per abitante, rispetto alla media italiana di 16,7).

Traffico che non produce soltanto inquinamento atmosferico, ma contribuisce notevolmente ad elevare i livelli di “rumore” in città. I rilevamenti del laboratorio mobile hanno, infatti, registrato una situazione di criticità anche per quanto riguarda l’inquinamento acustico, con decibel “fuorilegge”. Un fattore spesso sottovalutato, ma che invece influisce negativamente sulla salute e il benessere dei cittadini. Un sempre maggior numero di studi sta dimostrando che l’inquinamento acustico non è solamente un disturbo ambientale ma rappresenta anche una minaccia per la salute pubblica. Dall’esame dei dati raccolti nei tre giorni di osservazione in continuo per il punto in Piazza Monte Grappa, emerge un superamento dei limiti di legge da 4 a 12 dB(A) solamente nel periodo notturno. In sintesi, durante il periodo diurno, i livelli orari rimangono costantemente oltre i 58 dB(A), con punte di circa 68 dB(A). Nei periodi notturni, si riscontra una variazione di valori dei Leq orari da 50 a 70 dB(A). Più critica la situazione presso l’Hotel Ungheria di Viale Luigi Borri, dove nel periodo diurno lo sforamento dei limiti è di circa 5 dB(A) e 9 dB(A) nel periodo notturno (misure sulle 24h).

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