Varese, Forza Italia: “La maggioranza è spaccata”

Leonardi interviene sulle problematiche interne al gruppo del Pd

10 agosto 2016
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Non sono passati neanche due mesi dalla sua inaspettata nascita e una parte della Giunta Malimberti si rende protagonista di un nuovo accordo, meglio ancora un contratto, o per essere più discreti un contrattino, il cui contenuto, per certi versi imbarazzante e rivelato dall’opposizione ombra e non dalla vera opposizione,
lascia nell’indifferenza più assoluta sia il neosindaco, sia il vicesindaco, mentre il segretario del Pd varesino, nega qualunque “contrattino” interno al Pd che, si
legge, prevedeva le dimissioni dei consiglieri Oprandi e Mirabelli qualora il loro voto disgiunto avesse superato le 30 preferenze personali.

Insomma, una prova di fedeltà e d’amore incondizionato di un marito tradito nel giorno di S. Lucia e che da quel giorno non si fida più di alcuni consiglieri del suo partito (non di esponenti dell’estrema destra!) e che alle primarie avevano fatto altre scelte.
Questo atteggiamento repressivo rivela la vera essenza di un Pd in perfetto stile renziano che dietro al buonismo, agli alti valori e ai principi di sola facciata e
alle grandi parole di ottimismo e di rinnovamento nasconde un estremismo psicologicamente violento e soprattutto disposto a schiacciare chiunque non sia
coperto e allineato, parlando ipocritamente di squadra del Pd, quando in realtà bisognerebbe parlare di plotone del Pd, tacciando per individualisti chi osa dire
qualcosa di diverso rispetto al Leader Maximo.

La rilevanza della notizia merita qualche rapida considerazione politica. Innanzi tutto, credendo nell’alto valore etico e professionale del consigliere Oprandi e
quindi nella veridicità della notizia, il contratto proposto da un dirigente Pd nei confronti degli infedeli è la prova, dopo l’accordo Malimberti, di quanto il Pd e il
suo candidato sindaco fossero disposti a tutto pur di raggiungere il governo della città, di dare anche Varese al suo capo romano e di eliminare la Lega, quella vera.

Anche in questo caso ci sarà un contrattino con Renzi per avere qualcosa in cambio?
L’avidità di potere era ed è tale da considerare infedeli chi alle primarie aveva fatto scelte diverse, ma che poi in realtà il 5 giugno ha portato (non a Marantelli,
ma al neosindaco) 1576 voti, la cui mancanza avrebbe garantito al Pd altri cinque anni nel consueto e meritato oblio. A questo punto se pecunia non olet, il voto olet eccome visto che i 1000 voti della Lega civica sono stati ripagati con incarichi mascherati da un’apertura all’opposizione, mentre i 1576 voti dei consiglieri
Oprandi, Mirabelli e Infortuna non hanno sentito neanche un grazie. E questa sarebbe la democraticità, la lealtà e la trasparenza del plotone Pd? Varese ripartirà
davvero con questi metodi di lavoro? Se si comportano così con gli “amici” figuriamoci con i “nemici”, politicamente parlando. In sintesi, raggiunto il potere
tutto il resto e’ noia e chi non è allineato al neosindaco deve essere emarginato!

Tutto questo contrasta profondamente con l’ipocrisia nel fare finta di dare spazio all’opposizione (Molina, Avt e Aspem reti, tutti legati all’accordo Malimberti),
mentre alcuni consiglieri di maggioranza, dopo aver fatto vincere il neosindaco con 1576 voti e un curriculum di tutto rispetto, vengono trattati e considerati a capo di un’opposizione dura da contrastare ed emarginare! Sarà forse una metafora della vita: a volte si amano di più gli estranei rispetto a qualche parente scomodo e antipatico.

In un quadro così desolante per una maggioranza già scricchiolante emerge così l’indifferenza del neosindaco che risolve questi problemi politici non
affrontandoli, ma facendo rispondere al suo segretario di partito che non è vero nulla. A questo punto uno dei due mente!

E il vicesindaco sentinella? Si sarà addormentato nella sua garitta una volta diventato vicesindaco? Il suo silenzio assordante e’ la prova di una strategia ben
precisa, come se la vicenda riguardasse solo il Pd e non l’intera maggioranza, pur di tenere la posizione raggiunta, anche grazie a persone definite “inquietanti” dal suo stesso partito, ma il vicesindaco sentinella presto proverà sulla sua pelle, quando si tratteranno temi seri, il metodo di lavoro tipico del Pd, la parte non
sana ovviamente, fatto di accordi, di contratti e di contrattini e gli ricorderanno quando sarà il momento, in perfetto stile renziano, che chi non è con il neosindaco è contro di lui, quindi dissenziente e quindi per contratto dovrà autosospendersi.
Questo è il rinnovamento? Povera Varese!

Roberto Leonardi
Segretario cittadino Forza Italia

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