Ospedale unico tra Busto e Gallarate? Perplesso il 5Stelle

La consigliera regionale Paola Macchi chiede chiarezza sugli eventuali vantaggi

02 agosto 2016
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gallarate ospedale

“Sentire che due sindaci appena eletti , casualmente entrambi di centrodestra, partono già per una battaglia che probabilmente costerà ai cittadini più di 200 milioni di euro ci lascia perplessi. Se poi leggiamo che il Presidente della regione Maroni proclama che i soldi si troveranno, quando vediamo respinte richieste di stanziamenti di poche centinaia di euro per aiutare disabili, famiglie con bambini a scuola, persone sofferenti, con la scusa che “non ci sono soldi”, “la coperta è corta” , “ci piacerebbe tanto ma proprio non possiamo” cominciamo ad essere più che perplessi, proprio preoccupati.E non ci è di conforto leggere che sarà “costretto” poverino, a ricandidarsi per inaugurarlo personalmente”, così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia sull’ipotesi del Nuovo ospedale unico tra Busto Arsizio e Gallarate.

“Preoccupati del fatto che – continua Macchi – come al solito, si cali dall’alto una decisione che deve essere condivisa prima con i cittadini e deve essere supportata da fatti, da un’analisi accurata della situazione e progetti chiari. Indubbiamente avere un unico polo ospedaliero permetterebbe una gestione più semplice del personale ma con quali vantaggi per i pazienti? I vantaggi che vengono messi sul piatto sarebbero quelli di ambienti più moderni e di un risparmio di gestione ma per ora non abbiamo ancora visto nemmeno un conteggio previsionale comparativo. Con 200 milioni si potrebbero ristrutturare entrambi gli ospedali, alcuni padiglioni dei quali sono stati costruiti recentemente o sono oggetto di recenti e corposi stati stanziamenti per ristrutturazioni e ammodernamenti”.

Per la consigliere regionale del M5S, “se poi, come ha dichiarato Maroni, si vogliono comunque continuare ad utilizzare le due sedi attuali con “reparti d’urgenza per non affollare il nuovo ospedale”, quindi mantenendo servizi di supporto come radiologia, anestesista non è chiaro dove starebbe il risparmio.
E veniamo alla possibile sede: Malpensa fiere andrebbe bene per fare un centro commerciale, non un ospedale! Al di la’ del fatto che la Camera di commercio sembra evidentemente contraria all’ipotesi, non c’è verde, in compenso l’aria è irrespirabile per un malato, viste le code di auto frequentissime , proprio li accanto , all’innesto fra superstrada e autostrada. Fra busto e Gallarate sul Sempione? Comodissimo per qualsiasi ambulanza che, in alcune ore e di sabato sempre, si troverebbe bloccata nel traffico della provinciale, a meno che il piano non preveda di creare nuove infrastrutture di collegamento (leggi asfaltiamo e cementifichiamo il poco verde rimasto, così facciamo qualche altro appaltone)”.

Dubbi del M5S anche sulla logistica: “finirebbe come per altri grandi ospedali decentrati, scomodissimi da raggiungere via ferro, con trasporti claudicanti, inquinanti e spesso di difficile accessibilità per anziani e disabili?
E poi rimarrebbero gli enormi spazi inutilizzati dei due ospedali, centrali, comodi da raggiungere, perfetti per sedi di servizi sanitari privati e convenzionati, oltre che per edilizia residenziale e commerciale”.

“Ed è questo che ci preoccupa ulteriormente,oltre alla necessità di creare nuovi appalti milionari, e sappiamo che quando si fanno appalti corposi in un modo o nell’altro poi si scopre che qualcosa a qualcuno rimane sempre attaccato, si fornirebbero su un piatto d’argento spazi storicamente sanitari a privati che della sanità fanno un business.

Deve essere chiaro che il nostro interesse primario è la qualità dei servizi per i cittadini ma anche mantenere e migliorare la sanità pubblica e spendere oculatamente e in modo ottimale i soldi di tutti.

Non dimentichiamoci che questa boutade estiva si inserisce nell’ambito di una riforma sanitaria che sta già creando una gran confusione e la cui intenzione dichiarata è mettere al centro la sanità sul territorio, trascurata per decenni dalla volontà formigoniana di centralizzare sanità e fondi su grandi ospedali. Quando si dice coerenza…”, conclude Macchi.

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