L’alfabetizzazione degli stranieri viaggia forte alla “Parini”

Questa mattina il saluto dell'assessore Angelini alla brillante realtà di Giubiano

06 novembre 2015
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Benvenuti in Italia! è lo striscione preparato dai bambini e dai ragazzi del Centro di prima Alfabetizzazione alla scuola primaria Parini. Alla presentazione, questa mattina, sono intervenuti l’assessore a Famiglia e Persona Enrico Angelini, la referente intercultura per l’UST Paola Benetti con la dirigente Mara Caenazzo e l’insegnante Cinzia Milan.
Gli iscritti, di varie nazionalità, dal Marocco all’Ucraina, dalla Cina al Sudamerica, sono 11 per le scuole primarie e 17 per le secondarie di primo grado, «ma il numero varia, in base ai nuovi inserimenti: l’anno scorso siamo arrivati a 45» spiega la dirigente scolastica.
L’assessore ha salutato gli alunni. «Vi svelo un piccolo segreto: più vi impegnerete e più avrete soddisfazioni, più sarete contenti di essere in una comunità che cresce insieme!».
Il centro è unico in tutta la Lombardia: positive le esperienze degli scorsi anni, con una media di 30/40 iscritti (24 il primo anno, 44 due anni fa, 45 l’anno scorso), nelle scuole di Avigno, alla Vidoletti e dall’anno scorso, appunto, alla Parini.
«Il centro – precisa l’assessore – garantisce il primo ingresso nella scuola ai bambini appena arrivati a Varese, che si ricongiungono con le famiglie solitamente. Il primo impatto è duro: il centro dà assistenza, insegnando le basi dell’italiano e le principali regole del nostro Paese. Poi si prosegue con l’inserimento nelle varie classi, con un ulteriore servizio di mediazione linguistica e culturale. L’obiettivo è duplice: andare incontro alle esigenze dei bambini e delle famiglie che arrivano in città, e dall’altro lato aiutare i ragazzi italiani o gli altri stranieri già inseriti ad accogliere e accettare i nuovi compagni».
Il centro si rivolge a bambini stranieri neo-arrivati in Italia nella fascia di età 6-14 anni. Il bambino infatti, spesso, fatica ad esprimere e ad utilizzare le proprie conoscenze e competenze a causa delle difficoltà linguistiche, dell’inserimento in un contesto nuovo, con persone nuove, con abitudini e costumi differenti.
I bambini frequentano inizialmente il centro scolastico per poi venire inseriti progressivamente nelle classi e nelle scuole di appartenenza entro pochi mesi.
Il periodo di frequenza può variare da un minimo di qualche settimana fino ad un massimo di tre mesi a seconda del grado di apprendimento raggiunto dal bambino. Il tempo dedicato all’accoglienza del minore straniero viene potenziato con il coinvolgimento della famiglia. Sono infatti programmati incontri specifici prima dell’inserimento in classe che permettono di orientare ed informare adeguatamente il nucleo familiare ottimizzando l’impiego dei mediatori culturali. In classe sono promosse anche attività di laboratorio che permettano al minore straniero di esprimere stati d’animo ed emozioni, di interagire con i compagni e gli educatori in una situazione di gioco.

Benvenuti in Italia! è lo striscione preparato dai bambini e dai ragazzi del Centro di prima Alfabetizzazione alla scuola primaria Parini. Alla presentazione, questa mattina, sono intervenuti l’assessore a Famiglia e Persona Enrico Angelini, la referente intercultura per l’UST Paola Benetti con la dirigente Mara Caenazzo e l’insegnante Cinzia Milan.
Gli iscritti, di varie nazionalità, dal Marocco all’Ucraina, dalla Cina al Sudamerica, sono 11 per le scuole primarie e 17 per le secondarie di primo grado, «ma il numero varia, in base ai nuovi inserimenti: l’anno scorso siamo arrivati a 45» spiega la dirigente scolastica.
L’assessore ha salutato gli alunni. «Vi svelo un piccolo segreto: più vi impegnerete e più avrete soddisfazioni, più sarete contenti di essere in una comunità che cresce insieme!».
Il centro è unico in tutta la Lombardia: positive le esperienze degli scorsi anni, con una media di 30/40 iscritti (24 il primo anno, 44 due anni fa, 45 l’anno scorso), nelle scuole di Avigno, alla Vidoletti e dall’anno scorso, appunto, alla Parini.
«Il centro – precisa l’assessore – garantisce il primo ingresso nella scuola ai bambini appena arrivati a Varese, che si ricongiungono con le famiglie solitamente. Il primo impatto è duro: il centro dà assistenza, insegnando le basi dell’italiano e le principali regole del nostro Paese. Poi si prosegue con l’inserimento nelle varie classi, con un ulteriore servizio di mediazione linguistica e culturale. L’obiettivo è duplice: andare incontro alle esigenze dei bambini e delle famiglie che arrivano in città, e dall’altro lato aiutare i ragazzi italiani o gli altri stranieri già inseriti ad accogliere e accettare i nuovi compagni».
Il centro si rivolge a bambini stranieri neo-arrivati in Italia nella fascia di età 6-14 anni. Il bambino infatti, spesso, fatica ad esprimere e ad utilizzare le proprie conoscenze e competenze a causa delle difficoltà linguistiche, dell’inserimento in un contesto nuovo, con persone nuove, con abitudini e costumi differenti.
I bambini frequentano inizialmente il centro scolastico per poi venire inseriti progressivamente nelle classi e nelle scuole di appartenenza entro pochi mesi.
Il periodo di frequenza può variare da un minimo di qualche settimana fino ad un massimo di tre mesi a seconda del grado di apprendimento raggiunto dal bambino. Il tempo dedicato all’accoglienza del minore straniero viene potenziato con il coinvolgimento della famiglia. Sono infatti programmati incontri specifici prima dell’inserimento in classe che permettono di orientare ed informare adeguatamente il nucleo familiare ottimizzando l’impiego dei mediatori culturali. In classe sono promosse anche attività di laboratorio che permettano al minore straniero di esprimere stati d’animo ed emozioni, di interagire con i compagni e gli educatori in una situazione di gioco.

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